Patrizio Cinque risponde al gip e respinge ogni accusa, i legali: "Revocare obbligo di firma"

Il sindaco di Bagheria è indagato per violazione di segreto d'ufficio, falso e turbata libertà degli incanti. Nega ogni addebito e attacca: "L'indagine per i rifiuti si basa solo sulla denuncia di una dirigente, guarda caso sottoposta a procedimento disciplinare"

Patrizio Cinque

Due lunghe ore, in cui ha respinto tutte le accuse replicando punto per punto alle contestazioni mosse. Il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque, indagato dai pm di Termini Imerese per violazione di segreto d'ufficio, falso e turbata libertà degli incanti, è stato sentito dal gip Michele Guarnotta. A Cinque era stato notificato l'obbligo di firma e al termine dell'interrogatorio i suoi avvocati, Vincenza Scardina e Antonio Di Lorenzo, hanno chiesto la revoca della misura cautelare. 

L'indagine si articola su più filoni. Una parte si riferisce alla gestione degli appalti nel settore dei rifiuti, in particolare alla gara per il noleggio degli automezzi. Una seconda tranche all'affidamento della gestione del palazzetto dello sport. Terzo capitolo invece una serie di abusi edilizi, riguardanti il cognato del primo cittadino.

"Oggi ho scelto di rendere dichiarazioni spontanee e di non avvalermi della facoltà di non rispondere - ha detto Cinque - Spero di aver chiarito la mia posizione e di aver fornito tutti gli elementi e i documenti utili a chiarire l’estraneità ai fatti a me contestati".

Per quanto riguarda l'affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti, Cinque ha spiegato di "avere fornito un quadro più ampio della vicenda che si basa solo sulla denuncia di una dirigente, guarda caso sottoposta a procedimento disciplinare. L'ipotesi di reato è comunque uscita fortemente ridimensionata dalla misura del gip che ha escluso il reato di turbativa d'asta. Da ottobre peraltro, finita l'emergenza, il servizio è gestito direttamente dal Comune". 

A Cinque viene poi contestato di avere fatto pressioni sull'ex commissario della città metropolitana, Manlio Munafò, anche lui indagato, perché il palazzetto sportivo di Bagheria fosse affidato in partnership al comune e all'associazione Nuova Aquila Palermo. La procura ha parlato di accordo collusivo tra Cinque e il presidente della società Salvatore Rappa (pure lui indagato ndr). Cinque ha negato qualunque intenzione di gestire la struttura con Nuova Aquila Palermo, anzi ha sostenuto di avere più volte negli anni chiesto l'affidamento del palazzetto ai comuni con Bagheria capofila e non ai privati. 

Anche in relazione alla vicenda degli abusi edilizi commessi dal cognato che, per l'accusa Cinque avrebbe voluto agevolare con una multa meno salata, il primo cittadino ha respinto ogni accusa. "Ribadisco - ha detto - quel che dissi all'assessore (in una telefonata intercettata e finita agli atti ndr), ci vuole proporzionalità. Non si può dare una multa di 20 mila euro a chi ha costruito una verandina abusiva equiparandolo a chi edifica in zona vincolata. Il fenomeno va storicizzato e contestualizzato - spiega - e poi un politico deve comprendere i problemi reali. Non siamo più negli anni dei grossi abusi. La Mannino dovrebbe occuparsi delle vicende che, mi dicono, riguardano alcuni suoi familiari. Sono stato io a spingere mio cognato ad autodenunciarsi per l'immobile abusivo. Quindi quando ho saputo che l'autodenuncia, poi rivelatasi falsa, era stata presentata, gliene ho parlato, certo che avesse seguito il mio consiglio. Non potevo immaginare che la firma sotto l'esposto non fosse sua". 

Intanto alcuni sostenutori avevano programmato la marcia "#IostoconPatrizio", poi annullata su richiesta del diretto interessato. "Massima fiducia e rispetto nei confronti sia della magistratura - scrivevano nella loro pagina Facebook gli organizzatori - la quale accerterà con giustizia la verità su quanto detto nei confronti di Patrizio Cinque e sia in Patrizio stesso, il quale saprà dimostrare nelle opportune sedi la propria estraneità ai fatti contestati. Con queste premesse intendiamo comunque dimostrare la vicinanza e l'affetto della città di Bagheria al proprio sindaco".

Proprio ai sostenitori si è rivolto però Cinque, invitandoli a non scendere in piazza: "Ho saputo che volete fare una marcia di solidarietà nei miei confronti. Vi ringrazio per questo gesto ed è come lo aveste fatto. Vi ringrazio per la vicinanza umana, tuttavia non voglio che il vostro gesto venga strumentalizzato. Non voglio che qualcuno dica, per errore, che i miei cittadini marciano contro la Magistratura. Noi crediamo nello Stato, e abbiamo fiducia che la verità emerga sempre. Ci ritroveremo insieme giorno 14 ottobre per il 'giorno della Restituzione'".
 

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