Bagheria, chiuse le indagini sul sindaco: "Ho agito per il bene della città"

La Procura di Termini Imerese ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini a Patrizio Cinque e alle altre 23 persone, tra cui dipendenti comunali e l'assessore ai Lavori pubblici Fabio Atanasio, coinvolte nell'inchiesta su presunte irregolarità nell'affidamento di servizi e abusi edilizi

Patrizio Cinque

La Procura di Termini Imerese ha chiuso le indagini a carico del sindaco di Bagheria Patrizio Cinque e le altre 23 persone, tra cui dipendenti comunali e l'assessore ai Lavori pubblici Fabio Atanasio, coinvolte nell'inchiesta su presunte irregolarità nell'affidamento di servizi e abusi edilizi. A settembre a Cinque era stato imposto l'obbligo di firma, revocato dopo alcuni giorni. 

L'indagine si articola su più filoni. Una parte si riferisce alla gestione degli appalti nel settore dei rifiuti, in particolare alla gara per il noleggio degli automezzi. Una seconda tranche vuole fare luce sull'affidamento della gestione del palazzetto dello sport. Terzo capitolo invece una serie di abusi edilizi, riguardanti anche familiari del primo cittadino

Per gli indagati si profila l'avvio del processo, ma hanno venti giorni di tempo per farsi interrogare o presentare memori difensive o presentare nuove prove a discolpa. Al sindaco vengono contestati sei capi di accusa: turbativa d'asta, turbata libertà nella scelta del contraente, falso, abuso d'ufficio, rivelazione di segreto d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. 

 "Mi limito a una breve dichiarazione relativa all'eventuale rinvio a giudizio - afferma Cinque - dico eventuale in quanto non è da escludere una possibile archiviazione. Ad oggi, non posso che esprimere e manifestare tutta la mia fiducia nella magistratura, e rimango sereno perché fermamente convinto della mia innocenza".

Gli avvocati Antonio Di Lorenzo e Vincenza Scardina ribadiscono che "lo stupore, già espresso, per la decisione della Procura consegue all’esito positivo dell’interrogatorio di garanzia reso dal sindaco, il quale ha indotto il giudice alla revoca della misura cautelare. In particolare, lo stupore trova fondamento nel fatto che già in sede di applicazione della misura cautelare il gip non ha ravvisato alcun indizio di reato circa la contestazione di turbativa d’asta, concernente l’affidamento del servizio raccolta rifiuti nel Comune di Bagheria. Invero, l’accusa relativa al suddetto capo d’imputazione appare del tutto superata dalla copiosa produzione documentale prodotta in sede di indagini, dalla quale si evince l’assoluta insussistenza del reato. Sempre in tale direzione, l’avviso conclusioni indagini relativamente a tutti i capi di imputazione, appare non corroborato da alcun elemento probatorio rilevante. Infatti, anche per questi la difesa del sindaco ha prodotto documentazione utile a una diversa determinazione della Procura, ovvero una richiesta di archiviazione, la quale appare logica conseguenza del brillante e completo interrogatorio reso dal dottor Cinque e dalla produzione di numerosi documenti a sostegno della tesi difensiva, in tale sede. Per tali ragioni, si resta fiduciosi circa l’esito del procedimento". 

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