Morti sul lavoro in aumento: in Sicilia 50 vittime nei primi otto mesi del 2019

La media nazionale è di oltre 3 morti ogni giorno. L'allarme dell'Anmil alla 69esima edizione della giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro. Forni: "Urgente una forte campagna di sensibilizzazione". Orlando: "Occorre un cambiamento culturale"

Meno incidenti, ma più morti: in Sicilia sono 50 i lavoratori deceduti nei primi otto mesi del 2019. Il dato è emerso oggi durante la 69esima edizione della giornata Anmil per le vittime degli incidenti sul lavoro, che si è tenuta a Palermo.

"La sicurezza di chi lavora è una proprità sociale" ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ma in Sicilia e nel resto d'Italia si continua a morire di lavoro. "Lo scorso anno sono stati denunciati all'Inail oltre 645.000 infortuni, di cui 1.218 mortali, un dato quest'ultimo che, rispetto al 2017, ha visto un aumento di ben il 6%, con una media di oltre 3 morti ogni giorno. Un bollettino che sta proseguendo, con la stessa gravità, anche nel 2019". Così il presidente dell'Anmil, Zoello Forni, secondo cui "è urgente la promozione di una forte campagna di sensibilizzazione a livello nazionale".

"Iniziative come quella dell'Anmil, pur positive ed utili, - ha aggiunto - rappresentano solo un piccolo contributo all'informazione sul tema degli infortuni e delle malattie professionali, ma non possono sostituirsi a messaggi di più ampio respiro che solo la voce autorevole delle nostre Istituzioni può efficacemente veicolare. Allo stesso tempo, la sensibilizzazione dovrebbe essere rivolta direttamente alle aziende, attraverso un piano straordinario che preveda anche il coinvolgimento di volontari in qualità di consulenti, che possano fornire un aiuto vero, partecipato e di impatto, che vada oltre l'assolvimento delle norme e la regolarità burocratica".

Il sindaco Leoluca Orlando ha preso parte questa mattina alla cerimonia civile che si è tenuta presso S. Maria dello Spasimo. "Il tema centrale - ha dichiarato il primo cittadino - è non considerare il lavoro la contro prestazione di una retribuzione. Il lavoro è l'esercizio di un diritto umano che vede al centro di ogni ragionamento la persona e non lo scambio tra attività lavorativa e denaro. Solo così possiamo garantire la sicurezza. Ma per fare questo occorre un forte cambiamento culturale che ci porti a smettere di considerare il lavoro come un patto economico. Questo significa dire no e combattere il lavoro nero, significa intensificare la parte di Stato e Regione che sono competenti, aumentare il controllo sulla sicurezza nei posti di lavoro e rendere visibili i lavoratori perchè se sono visibili hanno dei diritti, come la residenza anagrafica e regolari contratti di lavoro. Questa iniziativa oggi è la conferma dell'impegno dell'Associazione mutilati e invalidi del Lavoro che da tanti anni lavora in Italia e che a Palermo è stata uno stimolo importante per un cambio culturale significativo".

Sempre stamattina, tra le iniziative in programma per la Giornata Anmil e grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale, si è svolta l’inaugurazione del restauro del monumento creato dallo scultore Vittorio Gentile, posto alcuni anni fa nei giardini di via Campolo su iniziativa del presidente di Anmil Palermo, Rosario Conti.  

“La sicurezza, la legalità, il rispetto del contratto di lavoro sono tutti punti per noi irrinunciabili. A Palermo e in Sicilia si continua a morire di lavoro. A metà ottobre i morti che si contano sono stati 51, con un aumento secondo gli ultimi dati del 13 per cento rispetto allo scorso anno. E per noi questa interminabile strage non è più accettabile - ha dichiarato il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo - Questi non sono incidenti sul lavoro, molti di questi sono omicidi colposi e di tutto ciò una grande responsabilità é del governo regionale, che ha sempre annunciato e mai predisposto interventi sulla prevenzione, sia nella direzione del controllo sia sulla medicina del lavoro. É un caso? O non é invece un modello di crescita della nostra regione, dove cinquanta o cento morti per loro non fa nessuna differenza”.

“Siamo vicini ai familiari delle vittime - ha proseguito Campo - e siamo al loro fianco per chiedere a gran voce verità e giustizia per queste ingiuste morti. Una strage silenziosa, alla quale nessuno sembra volersi opporre, dovuta alla mancanza di tutele, agli organici degli uffici preposti ai controlli ridotti all’osso. Il numero di ispettori per contrastare il dilagare del fenomeno del lavoro nero da anni, come denunciano i sindacati, si conta sulle dita di una mano. Da tempo chiediamo assunzioni per aumentare i controlli e la prevenzione e non otteniamo risposta. Bisogna individuare il percorso e le strategie da mettere in campo. Chi va al lavoro non può rischiare ogni giorno di non dover tornare più a casa. La Cgil ha proposto al tavolo del ministero del Lavoro di istituire una patente a punti per misurare gli standard di sicurezza applicati nelle singole aziende. Una patente che può risultare utile strumento per verificare se un’azienda è in regola nel momento dell’assegnazione degli appalti. Queste e altre misure in un piano strategico per la salute e la sicurezza sul lavoro, senza più tempo da perdere, per evitare che il nostro tessuto economico, caratterizzato da molte piccole imprese esposte a lavoro nero e irregolare, resti dominio di forme crescenti di illegalità diffusa”.

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