Lo schianto mortale in centro, il comandante dei vigili: "Rischiata strage, via i dehors"

A poche ore dall'incidente avvenuto tra via Gaetano Daita e via Torrearsa, costato la vita al figlio del titolare del bar Renato di Mondello, parla il capo della polizia municipale Gabriele Marchese che punta sulla necessità di rivedere le regole per i gazebo

Il comandante della polizia municipale Gabriele Marchese

"L'incidente che ha coinvolto diverse auto in sosta pone un serio problema di sicurezza stradale. Se fosse avvenuto nella parallela, via Isidoro La Lumia, piena com'è di dehors e avventori, sarebbe stata una strage". A poche ore dall'incidente avvenuto in via Gaetano Daita e costato la vita a Claudio Amorosi, figlio del titolare del bar Renato di Mondello, parla il capo della polizia municipale Gabriele Marchese.

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Lo schianto è avvenuto intorno alle 2.30. Amorosi ha perso il controllo del suo fuoristrada Jeep Renegade. Prima è finito contro sei auto in sosta e poi si è ribaltato. L'uomo è rimasto nell'abitacolo e per liberarlo è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco. Ma era troppo tardi. Con Amorosi viaggiavano due amici, rimasti illesi.  La zona è molto frequentata, per via dei tanti ristoranti e locali, e solo per un caso non sono rimaste coinvolte altre persone.

"Da questa riflessione - aggiunge Marchese - nasce l'esigenza di una rivisitazione dei dehors da parte del Suap, che nel tempo ne ha consentito e autorizzato la collocazione sulla sede stradale. Per opera di prevenzione è forse giunto il momento di procedere alla revoca delle autorizzazioni".

A Marchese replica Ottavio Zacco, presidente della commissione Attività produttive: "La riflessione del comandante della polizia municipale mi lascia basito, e non è la prima volta che manifesta un accanimento contro alcune tipologie di attività, tralasciando che è lui che autorizza su un regolamento esistente. I dehors utilizzati a Palermo come in tutte le grandi città sono una risorsa importante per le attività palermitane e di certo non si possono mettere in discussione dinnanzi a un incidente anche se grave come quello avvenuto in via Daita". Secondo Zacco: "Sarebbe stato più opportuno, da parte del comandante-dirigente suggerire alcune modifiche al regolamento come ad esempio prevedere delle barriere a protezione, invece di sparare a zero contro chi con sacrificio cerca di portare avanti le attività e di dare posti di kavoro. Ricordo infine al comandante che comunque la decisione su una eventuale revoca spetta al Consiglio comunale".

Non si è fatta attendere la contro replica: "Condivido che la responsabilità del regolamento è del Consiglio. Per parte mia ho già espresso sicuro favore (anche per la mia storia personale) per quelle attività che nel rispetto delle norme (soprattutto quelle a tutela della sicurezza) garantiscono vero sviluppo e posti di lavoro regolari. Certo non si può sacrificare la sicurezza per mantenere su sede stradale occupazioni che norme di legge vietano perché costituiscono pericolo. Oggi il commento sarebbe diverso se si fosse concessa occupazione di sede stradale a esercizio che a meno di 100 metri dal luogo del sinistro aveva chiesto autorizzazione e si parlerebbe di decine di persone travolte dalla stessa auto".
 

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