Inchino a Corleone, il generale Galletta: "Notati alcuni atteggiamenti"

Lo ha detto al margine della cerimonia per il 202esimo anniversario dei carabinieri, festeggiato alla caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ricordato per il maresciallo Mirarchi ucciso durante un servizio antidroga a Marsala

Da destra il comandante provinciale De Riggi e il generale Galletta - foto Campolo

“L’inchino a Corleone? Sono stati notati alcuni atteggiamenti che sono stati riferiti all’autorità di giudiziaria”. Lo ha detto il generale dei carabinieri Riccardo Galletta a margine della cerimonia alla caserma Carlo Alberto Dalla Chiesa. Giorno di festa (ma anche di lacrime) per i carabinieri che hanno festeggiato il 202esimo anniversario dell’Arma e ricordato i militari caduti nel 2016, gli ultimi tre dei 392 complessivi dal 1860 ad oggi. Pennacchi colorati in cima alle divise da cerimonia, la fanfara sonante, plotoni schierati tra auto, moto e cingolati, mentre di fronte familiari e militari dai capelli ormai bianchi ricordano, sorridono e scattano foto per immortalare ogni dettaglio. E in caserma, di fronte a centinaia di persone, è anche tempo di bilanci e statistiche sul 2015 in Sicilia, citate dal generale Galletta per complimentarsi con tutti i suoi uomini: 13.357 persone tratte in arresto, 75.514 denunciate a piede libero, sequestrati beni per 45 milioni di euro e confiscati per 3,5 milioni di euro.

Al margine della cerimonia il generale ha parlato del presunto inchino della processione davanti all’abitazione del boss Totò Riina, a Corleone. “Posso riferire quello che hanno riferito gli organi di polizia sul territorio, cioè i militari dell'Arma e il funzionario di polizia che dirigeva il servizio. Hanno notato determinati atteggiamenti, hanno preso atto e hanno riferito all'autorità giudiziaria. Tutto il resto non ci interessa”. Allargando l’analisi il generale ha voluto sottolineare lo sforzo profuso dai carabinieri e dalle forze di polizia per sconfiggere la criminalità organizzata: ”La mafia è ancora indubbiamente presente sul territorio, sarebbe illusorio e una sottovalutazione strategica pensare di averla eliminata. Riteniamo che sia fortemente indebolita. Se loro sono presenti - ha aggiunto - noi comunque non siamo assenti, perduranti nello sforzo che è indirizzato alla ricerca di latitanti, al perseguimento del reato associativo e alla lotta ai patrimoni accumulati illecitamente”.

A fare gli onori di casa è stato proprio il comandante della Legione carabinieri Sicilia Riccardo Galletta, che citando Paolo VI ha omaggiato la memoria del maresciallo Mirarchi, morto in servizio durante una perlustrazione nei pressi di una piantagione di marijuana nel Marsalese. "Ed ora le nostre labbra, chiuse come da un enorme ostacolo, simile alla grossa pietra rotolata all'ingresso del sepolcro di Cristo, vogliono aprirsi per esprimere il ‘De profundis’, il grido cioè e il pianto dell'ineffabile dolore con cui la tragedia presente soffoca la nostra voce. Se immenso é il dolore per la tragica scomparsa del nostro straordinario collega - ha proseguito l'alto ufficiale - altrettanto implacabile sarà la nostra volontà di assicurare alla giustizia chi si sia reso responsabile della sua perdita”.

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