Atrio della scuola dato alle fiamme, spunta un testimone: "Ho fotografato i colpevoli"

Un uomo che abita a pochi passi dall'istituto Mantegna, a Boccadifalco, avrebbe immortalato con la sua macchina fotografica i tre ragazzini che hanno appiccato l'incendio provocando non pochi danni e denunciato tutto alla polizia. Dalla scuola: "Nel quartiere non solo omertà ma anche senso civico"

Ecco cosa rimane dopo l'incendio - foto Federica Virga

Adesso c’è pure un testimone oculare. E i vandali avrebbero un nome ed un cognome. Dopo l’incendio che due giorni fa è stato appiccato all’interno del cortile della scuola Mantegna Bonanno a Boccaficalfo, proprio mentre la polizia stava passando al vaglio le telecamere di videosorveglianza, un vicino dell’istituto di Boccadifalco ha ripreso tutto. Fotografie scattate con una macchina professionale e un piccolo video che immortalano tre ragazzini a volto coperto prima, scoperto poi, mentre si intrufolano all’interno del plesso al civico 4 di via Bologni dando fuoco ad alcune cartacce.

L’incendio doloso è stato appiccato due pomeriggi fa, intorno alle 17.30 (e non di notte, come si era pensato in un primo momento). La campanella alla Mantegna suona a ora di pranzo, i bambini sono già a casa. A scuola soltanto qualche professore e il personale di servizio. I cancelli chiudono appena poco prima che i vandali scavalchino il muretto di cinta e diano alle fiamme l’atrio che dà accesso secondario alla scuola, da via BF1. Il fuoco danneggia l’impianto elettrico, d’illuminazione, annerisce pareti, pavimento e le porte tutte intorno alla porta a vetri. Nessun segno di effrazione, anche se gli inquirenti credono che a far desistere dall’entrare all’interno dei locali sia stata la presenza delle telecamere.

Il testimone ieri è andato alla polizia raccontando la sua versione dei fatti e fornendo le immagini che risulteranno fondamentali per chiudere il caso. “Se da una parte c’è un quartiere omertoso, dall’altra c’è il senso civico, la responsabilità e il rispetto per le istituzioni - spiega Daniela Gemelli, collaboratrice del dirigente scolastico Concetta Giannino -. Non sappiamo ancora se si tratta di nostri alunni. Di certo sono ragazzi della zona. Sarebbe spiacevole però apprendere tutto questo. I nostri alunni trascorrono i pomeriggi all’interno della scuola, la riconoscono come centro d’aggregazione. Poi però non ne hanno cura, la danneggiano e la vandalizzano”.

Un episodio che sarebbe potuto rimanere isolato, forse, se a sorvegliare la scuola ci fosse stato più personale. “Siamo al collasso - tuona ancora la professoressa Gemelli -. Non abbiamo una sorveglianza adeguata, contiamo uno scarso numero di collaboratori. Il nostro è un istituto che ha tre plessi solo sulla piazza di Boccadifalco (l’altro si trova in via Pitrè ndr). E' impensabile che appena dodici collaboratori, che al netto sono due, debbano da soli sorvegliare su una scuola così grande”. E' di appena una settimana fa, infatti, il precedente. In quel caso ad essere vandalizzate furono delle telecamere.

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Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Dario
    Dario

    Io li farei lavorare finché non ripagano i danni, perché dovrebbe pagare la collettività con i soldi pubblici? Perché questi sono incivili, stolti o con problemi psicologici? Devono imparare che chi danneggia paga, perché la civiltà è questa, se non farà così non lo capiranno mai quanto vale in fatica il loro gesto incivile, il fuoco chei brucia ti fa capire quanto fa male il fuoco se ci giochi no? E di certo la prossima volta staresti attento a posto di fare l'idiota, mi sembra logico. Alle persone incivili manca l'insegnamento della civiltà, devono pur impararlo in qualche modo no? È per me solo questa via funzionerebe. Il lavoro porta maturità alla mente per questo la preferirei all'isolamento nelle celle, molte volte, perché poi, restando li dentro non fanno niente, li fanno mangiare come uccelli in gabbia e non faranno mai niente di buono, di costruttivo per ripagare la società o per solo scontare una giusta pena con lo sforzo fisico permettendo loro di maturare col lavoro, il lavoro quello che per molti è anche un lavoro sopportarli con la mente o perche duro o percge non ci si è abituati a lavorare percge troppo pigri per lavorare come i civili, ecco perché sono a favore di lavoro duro per persone cattive e di, anche semplice lavoro per persone che non hanno da fare e fanno danno non riuscendo a capire quanto aspro, indignazione vale il loro gioco stupido per persone intelligenti capiscono come funziona la società...

  • La sorveglianza può solo limitare i danni, ma non può far nulla contro il degrado culturale e sociale.

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