Sorelle Napoli, al vaglio le immagini delle telecamere per trovare chi ha bruciato l'auto di Battaglia

Proseguono a pieno ritmo le indagini dei carabinieri di Misilmeri. Le fiamme hanno avvolto la Renault dell'agente assicurativo che da sempre sostiene pubblicamente le tre donne, proprietarie di una azienda agricola e da tempo vittime di minacce e intimidazioni

Quel che resta dell'auto bruciata

Proseguono a pieno ritmo le indagini dei carabinieri di Misilmeri sull’incendio che ha incenerito a Mezzojuso la Renault Koleos di Salvatore Battaglia, 31 anni, l'agente assicurativo che da sempre sostiene pubblicamente le sorelle Anna, Ina e Irene Napoli. L'auto è stata incendiata nella notte del 30 dicembre scorso.  

"Appurata con certezza la natura dolosa del rogo - dicono i carabinieri - sono al vaglio degli investigatori dell’Arma vari elementi, tra cui le immagini estrapolate dai sistemi di sorveglianza esistenti in zona, alla ricerca di elementi utili all’individuazione dell’autore del raid incendiario".

Battaglia nell’ultimo periodo si era esposto a livello mediatico nella complessa questione che vede protagoniste le sorelle Napoli, sfociata nello scorso mese di dicembre negli arresti di Simone La Barbera detto "il lungo", Antonino Tantillo conosciuto come "Nenè" e Liborio Tavolacci, ritenuti responsabili di tentata estorsione ai danni delle imprenditrici agricole di Mezzojuso. La vicenda ebbe una risonanza mediatica anche grazie alla trasmissione "Non è l’Arena" di La7, condotta da Massimo Giletti. E in una puntata Salvatore Battaglia fece capire chiaramente da che parte stava. 

Non è la prima volta che Battaglia finisce nell'occhio del ciclone. Già a giugno l'ex presidente del comitato cittadino nato contro Giletti - reo di aver attaccato il buon nome della comunità - proprio dopo aver preso le distanze dall'associazione di cui era a capo, aveva denunciato di aver subito minacce. In quell'occasione gli fu mandato un "pizzino" con su scritto "Fatti i cazzi tuoi sbirro di merda". 

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