Palermo ferita dagli incendi, il Wwf alla Regione: "Pugno duro contro i piromani"

L'associazione ambientalista ha elaborato alcune proposte per prevenire le azioni criminal. Tra tutte il monitoraggio delle aree più a rischio anche con l'ausilio di pattuglie militari, elicotteri, droni e telecamere

Fuoco su Monte Cuccio, foto di Vincenzo Gambino

Un appello alla Regione per riunire tutte le forze in campo contro gli incendi che devastano l'Isola. Lo ha lanciato il Wwf Sicilia, con una serie di proposte a lungo e breve termine e altre da attuare d'urgenza, alla luce dei roghi che – complice lo scirocco di questi giorni – stanno distruggendo aree verdi e colline da Palermo a Messina. L'obiettivo è prevenire le azioni criminali dei piromani, attivando prima possibile tutti gli atti amministrativi e operativi necessari, che possano, se non eliminare, quantomeno arginare il fenomeno che si presenta puntuale in Sicilia, all'arrivo delle prime giornate calde. 

Le proposte del Wwf Sicilia riguardano il piano della prevenzione, quello della repressione attraverso la ricerca degli autori degli atti criminali, ma soprattutto la gestione successiva dei terreni bruciati. Tra i provvedimenti strutturali a lungo termine, il Wwf Sicilia chiede alla Regione "di aumentare il parco mezzi e uomini del servizio antincendio regionale e della manutenzione delle aree boschive, mantenendo il flusso dei finanziamenti dedicati a queste strutture sicuro e sincronizzato con le esigenze operative". L'associazione ambientalista chiede, inoltre, "di procedere con la ristrutturazione di tutto il comparto e soprattutto introdurre elementi di efficienza operativa che portino alla motivazione degli addetti ma anche ad interventi rigorosi contro eventuali inefficienze". 

Monte Cuccio brucia ancora, la Protezione civile: "Incendi dolosi"

Riguardo, invece, i provvedimenti a breve termine, il Wwf Sicilia auspica "una maggiore presenza sul territorio con il recupero di tutto il personale in servizio, attingendo anche da altri bacini di risorse umane disponibili e inutilizzati". Per prevenire i roghi, l'associazione chiede, inoltre, "più attenzione alla pulizia delle aree di pertinenza delle pubbliche amministrazioni e – soprattutto – l’aggiornamento del catasto degli incendi, con un ufficio dedicato e il tempestivo inserimento delle aree percorse dal fuoco per consentire una rapida verifica da parte degli organi di polizia giudiziaria e la repressione di eventuali abusi".

VIDEO | Notte squarciata dagli incendi a Monte Cuccio

Tra i provvedimenti d'urgenza, infine, il Wwf Sicilia chiede alla Regione Siciliana di attivare una rete permanente di emergenza di centri di “coordinamento antincendio” che coinvolga le prefetture, l’assessorato regionale Agricoltura e Foreste, l’assessorato al Territorio Ambiente, la Protezione civile, e i comuni che garantiscano in modo permanente il controllo stretto del territorio. Per questo – secondo l'associazione ambientalista – occorrerebbe una capillare presenza delle forze dell'ordine nel territorio, "anche con l'ausilio di pattuglie militari, per sorvegliare, anche con l'uso di elicotteri, droni, telecamere e sensori, le zone sensibili e a più alto rischio, come riserve naturali, parchi e aree demaniali". 

“Al sopraggiungere di previsioni favorevoli ai criminali del cerino – sottolineano dal Wwf Sicilia – bisogna far scattare una 'allerta meteo' predisponendo la localizzazione diretta di maggiori mezzi e uomini e un dispositivo di controllo più stretto, con blocchi stradali e appostamenti in punti strategici, anche come deterrente per i criminali. Con l'ausilio degli organi dello Stato, inoltre, si ritiene indispensabile la messa a punto di una costante operazione di intelligence e controllo del territorio, utilizzando l’enorme potenziale costituito dalle caserme dei carabinieri sparse nel suolo nazionale, ora che l’Arma ha inglobato anche il Corpo Forestale nazionale”. 

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“Anche se apparentemente le misure proposte potrebbero sembrare eccessive e molto costose – si legge nell'appello del Wwf Sicilia – riteniamo che occorra arrivare ad un drastico cambio di rotta per debellare questo ormai abituale, terribile e triste fenomeno. I costi economici della perdita di capitale naturale, dei servizi ecosistemici del benessere e della salute umana sono estremamente più onerosi come oggi è universalmente riconosciuto da tutti gli economisti mondiali e recepito nella svolta verde delle Nazioni Unite (Green Deal Europeo). Solo con misure drastiche ed eccezionali si può porre fine o comunque ridimensionare questa criminale tendenza che negli anni sta diventando sempre più preoccupante”.

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