Inaugurazione dell’anno giudiziario, preoccupa l’intreccio mafia-corruzione

Il procuratore capo Lo Voi ha fatto cenno del pericoloso binomio che rischia di danneggiare l'intera società. Il procuratore generale Scarpinato, invece, ha parlato di arretramento della legalità e ritorno all'omertà. La situazione dipinta appare a tratti sconfortante

Arretramento della legalità e ritorno all’omertà, ma anche una crescita del fenomeno della corruzione aggravato dalla presenza della mafia. Sono queste alcune delle considerazioni fatte durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del distretto di Palermo, che è stata un’occasione per analizzare il rapporto fra il “mondo reale” e la giustizia. Il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato ha parlato di un "panorama sociale di progressiva crescita dell'area dell'illegalità e di retrocessione complessiva della cultura della legalità. Nella lotta contro la criminalità mafiosa si è riusciti a conseguire un importante risultato sul contenimento".

Il procuratore generale si è soffermato anche sui dati di crescita dei reati collegati al disagio sociale, parlando del +77% dei furti in abitazione e del 44% delle rapine, ricordando anche l'aumento del 37% della corruzione. Più in generale ne viene fuori un quadro a tinte fosche, aggravato da altre circostanze. "Il fenomeno sembra estendersi a tutti i livelli, anche il più basso. Quasi - ha dichiarato il procuratore capo Francesco Lo Voi - come se ci fosse una voglia di corruzione che fa il paio con quella voglia di mafia che finisce per essere un binomio pericolosissimo per la società che nella sua parte onesta ne subisce danni enormi. E duole dovere riscontrare come, a differenza che con la mafia, sia ancora debole una matura coscienza anti-corruzione. Manca ancora quel sentimento di ripulsa sociale".

Sui tempi dei processi e le difficoltà attraversate dal Tribunale di Palermo è intervenuto il suo presidente Salvatore Di Vitale. "Una giustizia tardiva è in ogni caso un'ingiustizia. Ci siamo molto dedicati a questo tema. Occorre che i giudici si attrezzino a mantenere un equilibrio tra qualità delle sentenze e velocità dei processi. E’ stata risolta la grave crisi della sezione gip/gup con nuovi ingressi pre gestire meglio i carichi di lavoro. Anche negli uffici di cancelleria si procede alla informatizzazione delle pratiche. Stiamo studiando anche un migliore utilizzo della magistratura onoraria. Si tratta di interventi che però non risolvono tutte le criticità degli uffici dovute alla migrazione di molti colleghi. In questa condizione si può solo navigare a vista, non potendo programmare a lungo termine": Problemi dovuti anche alla spending review che ha colpito il palazzo di giustizia e pari, secondo quanto riferito dal capo dipartimento al ministero della Giustizia Gioacchino Natoli, a circa 80 milioni di euro.

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