"Costi gonfiati per il rimpatrio dei migranti", indagine su agenzie di viaggio e poliziotti

Imputazione coatta per il gestore della Landolina Viaggi, della Ciupi Travel di Bagheria e 4 assistenti di polizia. A denunciare irregolarità furono gli stessi dirigenti della Questura. I biglietti venivano comprati a tariffe scontate, ma i rimborsi erano calcolati su cifre ben più alte. Guadagni da 40 mila euro

Sbarco di migranti - foto archivio

I migranti come un affare. Non solo per gli scafisti, ma anche per chi gestisce i rimpatri con costi gonfiati e vantaggi per agenzie di viaggio e poliziotti compiacenti. E' quanto emerso da un'inchiesta - come riporta l'edizione odierna del Giornale di Sicilia - che vede coinvolti due titolari di agenzie di viaggio e quattro funzionari della polizia. Il pm Maria Teresa Maligno avrebbe voluto archiviare per i 15 indagati, ma il gip Claudia Rosini ha ordinato l’imputazione coatta per 6 persone, archiviando per altre 9. L'accusa è di avere gonfiato le cifre: i biglietti venivano comprati a tariffe scontate, ma i rimborsi erano calcolati su cifre ben più alte.

I nomi

Secondo quanto si legge sul quotidiano, rischiano il rinvio a giudizio Dario Landolina, 48 anni, gestore di fatto della Landolina Viaggi, e Marco Oristano, di 49, della Ciupi Travel di Bagheria. Gli assistenti di polizia sotto accusa per truffa aggravata sono Antonino Muratore, 61 anni, Giovan Battista Russo, di 55, Maurizio Oliveri, di 46, e Vittorio Santo Federico, di 48. Il gip ha archiviato invece l’ipotesi originaria di associazione per delinquere e ha scagionato Marco Amico, 65 anni, Giuseppe Gambino, di 48, Salvatore Guercio, di 49, Vincenzo Antonio Nalbone, 46, Giovanni Vetrano, 55, Teresa Beccaro, 61, dell’Ausonia Viaggi, Daniele Landolina, 57 anni, dell’omonima agenzia, Anna D’Amato, 43 (moglie di Oristano), e Maria Grazia D’Amato, 49, della Ciupi Travel. Sono assistiti dagli avvocati Giorgio Bisagna, Giuseppe Gerbino, Concetta Cancelliere, Alessandra Nocera e Giorgio Cannata. L’indagine riguarda fatti anche risalenti al 2010-2011, coperti dalla prescrizione. A scoprire e a denunciare le irregolarità furono gli stessi dirigenti degli uffici specializzati della Questura: da qui le perquisizioni delle sedi di alcune agenzie di viaggi e la collocazione di microspie. 

Le cifre

Il giro d'affari sarebbe alto. In un’intercettazione il titolare di una delle agenzie di viaggi coinvolte parla di guadagni da 40 mila euro e il fratello, vicequestore di polizia e contitolare dell’azienda, estraneo all’inchiesta, lo dice subito, a chiare lettere: "Quello è un reato!".

Secondo l'accusa gli operatori dell’ufficio immigrazione acquistavano i biglietti "open", facendosi anticipare il prezzo dalle stesse agenzie. Ci guadagnavano tutti in maniera illecita e gli agenti (ai quali toccava il 5 per cento sul prezzo del biglietto) lo sapevano benissimo, sostiene il gip Rosini, che parla di "disinvolta gestione dei costi sostenuti dallo Stato per i rimpatri". La scorta di polizia infatti viaggia di regola a prezzi scontati. La sezione anticorruzione della Questura aveva evidenziato che per una missione dell’agosto 2010 (caso prescritto) il costo era stato di 1.461,22 euro per ciascuno dei due biglietti, ma la rendicontazione era stata di 2.438,22: per ogni agente quasi mille (977) in più. L’inchiesta prese quota nel 2014, quando la Qatar Airlines comunicò che i biglietti di Muratore e Russo erano costati 1866,73 euro, ma la Ciupi Travel aveva fatto risultare un costo per ciascun biglietto di 5523,16 euro. Tre volte in più. E la Landolina si era fatta rimborsare, per un altro viaggio sulla compagnia qatariota, 5454,95 euro, contro un costo reale per biglietto di 1768,69.

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