Sbarchi senza sosta, sgominata una banda dedita al traffico di migranti

Con l'operazione "Glauco 2", coordinata dalla Dda di Palermo, la polizia ha smantellato un gruppo criminale internazionale. Tra i soggetti coinvolti un etiope e un eritreo che gestivano il business con cifre da capogiro

Individuati alcuni dei responsabili degli sbarchi con i quali sono arrivati migliaia e migliaia di immigrati sulle coste siciliane. La polizia ha eseguito diversi decreti di fermo di indiziato di delitto nelle province di Palermo, Agrigento, Catania, Milano e Roma, emessi dalla Procura della Repubblica - Direzione distrettuale antimafia di Palermo, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere, nonché di favoreggiamento dell’immigrazione e della permanenza clandestina, aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio criminale. Di ieri la notizia del capovolgimento di un peschereccio a bordo del quale c'erano oltre 700 migranti. Il bilancio, alle ore 23 di domenica, è di 24 cadaveri accertati e 28 persone salvate.

I RETROSCENA - ANCHE 80 MILA EURO PER UN VIAGGIO

"Le indagini - spiegano dalla Questura - hanno consentito di ricostruire, anche attraverso attività tecniche mirate, la struttura organizzativa e le dinamiche criminali di una pericolosa organizzazione malavitosa, composta da eritrei, etiopi, ivoriani, guineani e ghanesi, che ha favorito l’immigrazione illegale di diverse centinaia di connazionali, traendone ingenti profitti economici". Tra i soggetti coinvolti nell’inchiesta figurano l'etiope Ghermay Ermias e l'eritreo Redae Medhane Yehdego. Sono ritenuti da tempo tra i più importanti trafficanti di migranti che operano sulla cosiddetta "rotta libica".

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Il nome di Ermias era saltato fuori già a marzo. Nei suoi confronti, il gup Daniela Cardamone aveva spiccato un mandato d'arresto internazionale. L'etiope Ermias, che agisce nelle zone di Tripoli e Zuwarah, è latitante dal luglio del 2014. E', infatti, destinatario di un provvedimento restrittivo emesso nell’ambito delle indagini condotte dopo il tragico naufragio del 3 ottobre 2013, nei pressi di Lampedusa. Di quella tragedia, nella quale persero la vita almeno 366 migranti, Ermias viene considerato uno dei responsabili in quanto organizzatore. Nel corso delle indagini sono emerse transazioni per centinaia di migliaia di euro spostati sempre tramite canali illegali.

Le investigazioni hanno consentito anche di individuare una cellula della stessa associazione criminale, complementare a quella che lavora sul territorio africano. Si tratta di cittadini eritrei operanti in Italia, e in particolare nelle province di Palermo, Agrigento, Catania e Milano, che favorisce la permanenza illegale di migranti clandestini entro i confini nazionali e ne agevola il successivo espatrio, utilizzando metodi illegali, verso altri paesi dell’Unione Europea, in particolare Norvegia, Germania, e Svezia.
 

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