Il caso della nave Alex, indagato anche Palazzotto: "Colpevole di avere salvato 59 vite"

Il deputato palermitano di Leu è accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, disobbedienza, resistenza e violenza a una nave da guerra. La replica: "Qualsiasi siano le conseguenze lo rifarei ancora. Affronterò il processo a testa alta"

Erasmo Palazzotto

"Sono colpevole lo ammetto. Ho salvato 59 vite umane in mezzo al mare. L’ho fatto con una barca a vela di 18 metri e insieme a uomini e donne straordinarie che componevano l’equipaggio della Alex li ho portati al sicuro. L’ho fatto disobbedendo a un ordine ingiusto scaturito da leggi contrarie alla Costituzione e al senso di umanità. L’ho fatto per difendere noi stessi dal cinismo e dalla barbarie che sta dilagando nelle nostre società". Ad "autoaccusarsi" è Erasmo Palazzotto, palermitano e deputato di Leu, tra gli indagati per la vicenda del veliero Alex, usato per l'ultimo salvataggio in mare dalla Ong Mediterranea Saving Humans. La Procura di Agrigento (l'imbarcazione è approdata a Lampedusa ndr) ha aperto un fascicolo a carico del parlamentare che aveva il ruolo di capomissione, e del comandante Tommaso Stella. Le accuse riguardano il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, così come la disobbedienza, la resistenza e la violenza a una nave da guerra.

"L’ho fatto per Fatima che a soli 5 mesi stava già attraversando il mare - scrive Palazzotto in un lungo post su Facebook -. Sapere che lei è viva solo perché c’eravamo noi in quel tratto di mare mi riempie di orgoglio, ma allo stesso tempo di amarezza. Non dovremmo essere noi a fare questo lavoro, non dovrebbe essere il mare l’unica via di fuga da un Pese in guerra come la Libia".

"Ha violato il decreto Sicurezza bis", seconda multa e confisca della barca "Alex"

"Guardatela negli occhi - scrive il parlamentare pubblicando una foto della bimba - ditemi che voi al posto mio ve ne sareste andati via abbandonandola in mezzo al mare o che l’avreste riconsegnata ai Libici. Ditelo guardando in faccia i vostri figli se ne avete il coraggio. Ho fatto quello che andava fatto e qualsiasi siano le conseguenze lo rifarei ancora. Io e il comandante Tommaso Stella, come i comandanti e i capomissione di Mediterranea prima di noi, siamo stati iscritti nel registro degli indagati per aver disobbedito ad un ordine impartito una nave da guerra (art.1099 cod. nav.) per aver resistito ad una nave da guerra (art.1100 cod. nav.) e per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (art. 12 d.lgs 286/98). La Alex è stata sequestrata e ci hanno comminato una multa di 65 mila euro. Affronteremo il processo a testa alta convinti di avere agito nel rispetto della legge italiana, delle convenzioni internazionali e della nostra Costituzione, ma soprattutto per difendere noi stessi dalla barbarie di chi avrebbe preferito che noi non fossimo li. Possono pure aumentare le multe fino ad un milione di euro e sequestrare tutte le navi del mare, ma si rassegnino: ci saranno sempre persone per cui la vita umana non ha prezzo, pronte a rischiare la propria vita per difendere la nostra umanità".

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