Sotto il tendone del circo, immigrati irregolari e tangenti: altri 10 arresti

Prosegue l'indagine della Procura sulla truffa che vede coinvolti impresari di circhi e dipendenti regionali per favorire, in cambio di denaro, l'arrivo di migranti sul territorio italiano. Nelle prime due tranche dell'operazione, la polizia ha arrestato 54 persone

Operazione della polizia

Prosegue l'indagine della Procura sulla truffa che vede coinvolti impresari di circhi e dipendenti regionali per favorire, in cambio di denaro, l'arrivo di migranti sul territorio italiano. Dopo le prime due tranche dell'operazione, che hanno portato all'arresto di 54 persone, la polizia ha eseguito in diverse città italiane dieci misure cautelari (7 ordinanze di custodia cautelare in carcere, due divieti di espatrio e un obbligo di presentazione) emesse dal gip Agostino Gristina.

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"Le indagini hanno portato alla luce un'associazione di italiani e stranieri, tutt'ora operante, responsabile di favoreggiamento all'immigrazione clandestina - dicono gli inquirenti - In particolare, l'organizzazione, dietro pagamento di diverse migliaia di euro, ha garantito a centinaia di cittadini indiani, pakistani e bengalesi di entrare in Italia tramite la concessione di un visto d'ingresso per ragioni di lavoro, ottenuto grazie alla collaborazione di dipendenti corrotti dell'assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro. Sono risultati coinvolti almeno 500 soggetti stranieri per un giro d'affari di circa 7 milioni di euro".

Il sistema svelato dalla squadra mobile di Palermo, diretta da Rodolfo Ruperti, "consentiva di aggirare la legislazione vigente in materia di immigrazione facendo leva su una norma che consente di autorizzare l'ingresso di lavoratori dello spettacolo, tra i quali gli occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all'estero, al personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto. In ragione di tale disciplina, possono essere assunti 'lavoratori qualificati' nell’ambito delle attività connesse agli spettacoli, a seguito di apposita autorizzazione rilasciata dall’ufficio speciale per il collocamento degli operatori dello spettacolo, previo nulla osta dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza (art. 31, D.P.R. n. 394/1999). In ambito nazionale questo procedimento è incardinato presso il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mentre per la Sicilia è competente l’assessorato regionale della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro, in cui lavorano diversi soggetti coinvolti che, dietro compenso rilasciavano dei falsi nulla osta al lavoro per prima occupazione o visto d’ingresso cittadini extracomunitari, necessari per ottenere, da parte delle ambasciate, il visto d’ingresso nel territorio nazionale".

Secondo quanto reso noto dagli inquirenti i fermati nell'operazione odierna sono ai vertici dell'organizzazione. Tra i soggetti destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, già destinatari di provvedimento di fermo, c'è Tommaso Fernandez, 56enne di Reggio Calabria, ritenuto uno dei capi dell'associazione nonchè tra gli ideatori del meccanismo. "Grazie al suo ruolo di direttore amministrativo del Circo Vassallo e di consulente di molte imprese circensi per ogni aspetto burocratico, amministrativo e gestionale - spiegano gli inquirenti - aveva accumulato un'approfondita conoscenza della legislazione di settore che gli ha consentito di organizzare e dirigere le attività dell'associazione". Carcere anche per Kishan Chand, indiano di 50 anni, e Avtar Chand, 31enne nativo del Bangladesh, che farebbero parte "degli stranieri del 'gruppo di Arezzo' che si recavano periodicamente da Vito Gambino, funzionario dell'assessorato al Lavoro, quali intermediari di alcuni circhi, per l'assunzione fittizia di loro connazionali". In manette anche Gabriel Marinescu Mihai, romeno di 36 anni, e Ronny Denji, 53 anni di Aosta, che già si trovavano in regime restrittivo a seguito della convalida del fermo avvenuta il 10 novembre; Rashid Manzoor, indiano di 48 anni, che si trovava all'estero al momento dell'esecuzione del precedente fermo. Colpiti dal divieto di espatrio un finlandese di 69enne e un 47enne di Butera, del circo "Di Vienna". L'obbligo di presentazione, invece, è stato disposto nei confronti di un 66enne di Arce del circo "De Blasis". Rimane latitante, Nirmal Singh, ritenuto elemento di spicco dell'organizzazione.

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