Illeciti sugli ingombranti e turni saltati, Marchese: "Indagavo sulla Rap, sono stato rimosso"

L'ex comandante a PalermoToday: "I netturbini saltano i turni ordinari per poi fare lo straordinario. Ingombranti smaltiti illecitamente pure da personale delle aziende comunali". Il flop della task force? "Solo un pretesto per farmi fuori". La partecipazione di Giambrone ai controlli? "Io non lo avrei fatto"

Gabriele Marchese

Dall'illecito smaltimento degli ingombranti al mancato svolgimento dei turni ordinari di raccolta dei rifiuti: gli occhi della polizia municipale, fintanto che Gabriele Marchese era in carica come comandante, erano puntati sulla Rap. E pure sulla Reset. "Durante l'attività d'indagine - avviata su input della Procura, che si è mossa per fare luce sul fenomeno dell'abbandono degli ingombranti - sono saltate fuori altre anomalie. Alcune sono ancora coperte da segreto istruttorio, altre non ho fatto in tempo a segnalarle alla Procura a causa della mia rimozione". A parlare è proprio l'ex comandante dei vigili urbani, silurato dal sindaco Orlando nell'ambito del valzer dei dirigenti. 

"Il rapporto sugli ingombranti - rivela Marchese a PalermoToday - è stato consegnato all'autorità giudiziaria e si attende il provvedimento del magistrato. Mentre sugli itinerari saltati dai dipendenti della Rap non ho potuto portare a termine il lavoro, qualcosa però l'abbiamo scoperta. Il trucco non è nuovo e consiste nel disertare i turni ordinari per poi ricorrere allo straordinario. Ma non è tutto. Il sintomo che qualcosa non funziona è che in Rap e Reset lo stesso personale di giorno fa un lavoro e di notte ne fa un altro, magari andando in giro con camioncini privati. Di questo abbiamo allertato i dirigenti delle due ex municipalizzate. Ai cittadini non sarà sfuggito che uno di questi lo abbiamo colto in flagranza. Spero che il mio successore continui l'indagine e spero che la magistratura vada avanti per accertare quanti turni ordinari di raccolta dei rifiuti sono saltati e quanti straordinari sono stati fatti. Prima e dopo la mia rimozione". 

La replica di Orlando: "Affermazioni gravi"

Sono accuse nette quelle di Marchese, che riaprono la querelle sull'organizzazione del lavoro dei netturbini, ma anche lo scontro con il Comune sulla task force anti-sporcaccioni dei vigili e le sanzioni (poche secondo l'Amministrazione) elevate. Che poi sarebbe la causa ufficiale che ha portato la Giunta comunale (Sindaco in testa) a rimuovere sia l'ex comandante sia il suo vice Luigi Galatioto. "E' stato solo un pretesto. La verità - ribatte Marchese - è che si è voluto fermare il cambiamento all'interno della polizia municipale, corpo che non si vuole riformare in maniera radicale. Io ci stavo provando e giudico positivo il bilancio del mio mandato. Certo se non si fanno le assunzioni è dura per tutti...".

Si difende così Marchese, che ricostruisce anche la genesi della task force istituita con ordinanza del Sindaco. "Cinque mesi prima attraverso una mia disposizione ho ordinato a Galatioto, responsabile del nucelo controlli sui rifiuti, di avvalersi di tutte le pattuglie per questo servizio che ritenevo prioritario. Ricorrendo anche agli inidonei parziali. Ebbene, non è stato dato seguito alla mia disposizione. Mi sono così rivolto al Sindaco: l'ordinanza l'ho sollecitata io. Dopo sette giorni vengo rimosso". Il flop delle multe? "Nessun flop, le sanzioni sono aumentate del 700%: dalle 10 giornaliere siamo passati a regime a una media di 85. Non posso tollerare che si dica che l'immondizia per strada sia colpa dei vigili. Cosa dovevo fare, mettere un agente per ogni cassonetto o davanti ad ogni portone? Non sarebbero bastati tutti i dipendenti del Comune...".

Nel mirino di Marchese entrano i vertici della Rap. "Se ci sono netturbini che saltano i turni ordinari non entro nel merito di chi sia la responsabilità. Mi domando però se ad organizzare il lavoro sono dirigenti o uscieri? Quello che so è che sono gli stessi dei tempi dell'Amia. Dieci anni fa il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti costava 100 milioni ora ne costa circa 130 e i servizi resi sono minori". Ce n'è anche per la Giunta comunale e nella fattispecie per l'assessore al Decoro urbano Fabio Giambrone, per la sua partecipazione ai controlli contro l'abbandono illecito dei rifiuti svolti dai vigili urbani". "Io da comandante - afferma Marchese - non lo avrei fatto".

Intervista Igor Gelarda-2Marchese ieri è stato un fiume in piena davanti ai consiglieri comunali della commissione Attività produttive, che hanno rimesso la questione vigili-rifiuti al centro dell'agenda politica. "Durante l'audizione Marchese ha dichiarato delle cose molto gravi. Da un lato - sottolinea Igor Gelarda capogruppo della Lega in Consiglio - ha affermato che ci sono in corso delle indagini da parte della magistratura e della polizia municipale su Rap e Reset in merito a quella che è la raccolta dei rifiuti. Dall'altro ha affermato che aveva presentato all'Amministrazione comunale un piano per un monitoraggio ancora più attento e puntuale di Rap e Reset da parte dei vigili. Monitoraggio che era volto a comprendere se alcune anomalie sulla raccolta rifiuti potessero avere una base dolosa e non semplicemente organizzativa. Questo piano sarebbe dovuto partire dopo il Festino, ma la rimozione di Marchese non ha permesso che venisse messo in pratica". 

Alessandro Anello-3"Viene spontaneo pensare - prosegue Gelarda - che la rimozione dell'ex comandante Marchese sia frutto anche di questo suo tentativo di controllo più approfondito di uno dei problemi che più sta soffocando la città di Palermo, cioè quello della spazzatura. Qualcuno deve darci risposte". A rincarare la dose ci pensa Alessandro Anello, capogruppo di Per Palermo con Fabrizio, che conclude: "Fermo restando l'assoluta fiducia nel nuovo comandante Messina, chiederemo subito approfondimenti al Sindaco che non può utilizzare la polizia municipale e i suoi vertici come uno strumento proprio".

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