Grande successo per le visite all’Ucciardone durante l’annuale appuntamento della settimana delle culture

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

“Siamo entusiasti e emozionati per il grande successo che ha riscosso questa nostra iniziativa. Il plauso più grande va al Direttore della Casa di Reclusione Calogero di Bona – Ucciardone e a tutto il personale dell’Amministrazione Penitenziaria per la possibilità di aprire le porte del Carcere alla popolazione civile. Una menzione speciale merita l’Ufficio Educatori e il personale della Polizia Penitenziaria per l’enorme supporto datoci durante i due weekend di visita, accompagnando sia noi che la popolazione civile alla scoperta del mondo dietro le mura del Carcere ottocentesco. Un percorso di rieducazione e reinserimento svolto con professionalità e coinvolgimento da tutti coloro che vivono l’Ucciardone quotidianamente. Teniamo a ringraziare gli amici di Giglio Lab srl, di San Lorenzo Confezioni, dell'Ipssar Paolo Borsellino, del CPIA Palermo, dell’associazione ASVOPEe della cooperativa In e Out per aver collaborato a dimostrare tramite i loro manufatti tutti i prodotti che si realizzano nelle varie attività carcerarie. Un ringraziamento particolare ai nostri partner CofficeGruop, per le soluzioni web, e la casa editrice Edity, per il supporto editoriale. E infine ringraziamo calorosamente e sentitamente tutta la popolazione civile per aver accolto entusiasticamente le nostre visite: i messaggi lasciati nel registro preparato dagli educatori hanno riempito i nostri cuori e soprattutto quelli dei detenuti. Ma soprattutto i visitatori hanno capito e apprezzato il grande lavoro che c’è dietro tutte le varie attività che si portano avanti. Questo è ciò che più ci ha reso felici. - dice Ruggero D'Amico, presidente dell'Associazione Clio, organizzatore dell'evento -. La nostra speranza è che si ripetano sempre più appuntamenti del genere, per offrire un punto di vista più realistico rispetto alla realtà detentiva che talvolta si riscontra nell’immaginario collettivo”.

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