Caos Gesap, dopo le polemiche si dimette Tommaso Dragotto

Poche settimane fa era stato nominato consigliere della società che gestisce l'aeroporto: "Troppe diatribe intorno alla mia scelta, non ci sono le condizioni per lavorare in serenità..."

Tommaso Dragotto

Nominato appena pochi giorni fa come consigliere della Gesap, Tommaso Dragotto oggi ha comunicato le sue dimissioni. Travolto dalle polemiche sorte dopo la sua nomina, l'imprenditore ha deciso di mollare. Lo ha fatto questa mattina nel corso dell'assemblea del consiglio di amministrazione, con una lettera indirizzata al Cda ed al presidente del collegio sindacale della Gesap, la società di gestione dell'aeroporto Falcone-Borsellino. Si è dimesso con effetto immediato. Nella lettera (qua sotto il testo integrale) Dragotto espone con chiarezza le motivazioni che hanno sorpreso l'intero consiglio di amministrazione e tutto il collegio sindacale.

Io sottoscritto Tommaso Dragotto, nato a Palermo il 18 gennaio 1938, comunico con la presente la mia volontà di dimettermi dalla carica di consigliere di amministrazione della Gesap s.p.a. con effetto immediato a norma dell'art. 2385 del codice civile. Desidero, inoltre, esporre di seguito alcune considerazioni al fine di motivare la mia decisione.

Sono stato designato a ricoprire la carica di consigliere di amministrazione della Gesap dal dott. Manlio Munafò, nella sua qualità di Commissario straordinario della  Provincia Regionale di Palermo, ritengo in considerazione della mia lunga storia di impegno imprenditoriale e civile, dell’amore che ho sempre dimostrato per la Sicilia e degli importanti traguardi che ho raggiunto nella gestione della mia azienda, la Sicily by Car, radicata in tutto il territorio nazionale e conosciuta in tutto il mondo.

Quando il dott. Munafò mi ha comunicato la decisione di propormi come componente del C.d.A. in quota Provincia di Palermo, ho espresso fin da subito notevoli perplessità, ben conoscendo il mio impegno ed il mio senso di responsabilità che mi avrebbero portato a profondere enormi energie nella carica di consigliere, trascurando conseguentemente le mie personali attività. Ad accrescere tali perplessità, vi era inoltre la consapevolezza del delicato momento - anche in relazione alle note, recenti vicende giudiziarie - attraversato attualmente dalla Gesap s.p.a. e degli ingiustificati conflitti che purtroppo si sono venuti a creare intorno ad essa.

Tuttavia, l'indiscutibile attaccamento che provo per questa terra e che già in passato non mi ha consentito la scelta strategica di trasferire altrove la sede della mia azienda, mi aveva fatto accettare con il mio consueto entusiasmo questa sfida.

In questi ultimi giorni, però, le infuocate diatribe che si sono accese intorno alle nomine di tutti i componenti del neoeletto consiglio mi hanno indotto a ritenere che non vi siano le condizioni per lavorare con la necessaria serenità per il rilancio ed il corretto funzionamento della Società e per svolgere una proficua attività, anche nell’interesse della città di Palermo e della Sicilia in generale.

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Confermato alla presidenza della Gesap, Fabio Giambrone. Il Cda ha poi deliberato all'unanimità, vista la temporanea assenza dell'amministratore delegato e del direttore generale, di "autorizzare l'accountable manager a disporre delle necessarie risorse per garantire l'operatività dello scalo".

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