Quei 5 gradini insormontabili: volontaria in carrozzina non può partecipare a un convegno

La storia di Antonia arriva nel giorno in cui il Consiglio comunale istituisce la figura del garante dei diritti per le persone disabili: "Palermo Capitale della Cultura e dei Giovani, ma i diversamente abili?"

Nel giorno in cui il Consiglio comunale istituisce la figura del garante dei diritti per le persone disabili succede che una volontaria in carrozzina del centro di accoglienza "Padre Nostro"  non riesce a partecipare ad un convegno per colpa di 5 scalini. Sono risultati vani - questa mattina - i tentativi per permettere ad Antonia di accedere alla chiesa di San Mattia dei Crociferi, alla Kalsa. Un paradosso nel giorno in cui il Consiglio comunale approva un regolamento che persegue la piena realizzazione dei diritti dei disabili. "Una ulteriore tessera per mettere in sicurezza una città accogliente - ha dichiarato il sindaco Orlando, dopo l'approvazione del regolamento - che considera la diversità un valore rifiutando logiche di emarginazione e di mortificazione in un anno nel quale Palermo intende confermarsi come Capitale della Cultura non soltanto artistica, ma soprattutto della Cultura dei diritti di tutti e di ciascuno".

Consiglio comunale, via libera al regolamento che istituisce il garante dei disabili

Ma Orlando non conosce probabilmente la vicenda di Antonia. Che dopo essere stata "respinta" da quei 5 gradini ha deciso di scrivere una lettera: "Sono una cittadina di Palermo, anche se disabile, e voglio rimanere tale, con le stesse opportunità di tutti i cittadini normodotati - scrive -. Sono costretta su una sedia a rotelle da sempre, ma questo non mi ha precluso di laurearmi in Scienze e Tecniche psicologiche e di svolgere il servizio civile presso il centro di accoglienza Padre Nostro, dove sono rimasta come volontaria per aiutare i bambini del quartiere Brancaccio a fare i compiti scolastici e ad amare la conoscenza. Grazie al Centro sto frequentando un corso di alta formazione come responsabile di oratori presso l'Università degli Studi di Perugia e, con gli altri operatori e volontari, partecipo a tutte le iniziative che l'ente realizza e a cui aderisce".

A questo punto Antonia racconta cosa le è successo oggi. "Volevo partecipare a questo convegno sulla mediazione penale, per poi iscrivermi al corso realizzato dall'associazione Spondè; ma questi gradini e l'inerzia di un dipendente comunale, che avrebbe dovuto assicurarsi dell'efficienza del "montacarichi" o "scoiattolo" (strumento indispensabile per consentire di salire le scale a una persona in carrozzina) non me lo hanno permesso. Proprio sul sito del Comune di Palermo questa sede di uffici - la chiesa di San Mattia dei Crociferi - è indicata come accessibile ai disabili. Mentre attendevo sul marciapiede che si risolvesse il problema, ho fatto chiamare da un volontario del Centro di Accoglienza Padre Nostro l'ex Ufficio H comunale e hanno risposto che, nell'immediato, non possono far nulla, ma che si attiveranno per un prossimo futuro affinché quanto accaduto non si ripeta. Solo l'assessore Giuseppe Mattina, assessore alla Cittadinanza Sociale del Comune di Palermo, ha cercato, ma senza fortuna, di risolvere il problema".

Quindi la conclusione: "Mi auguro che quanto successo possa far riflettere chi di competenza che, oltre a realizzare una Palermo Capitale della Cultura e dei Giovani, è necessario realizzare una città per i diversamente abili".

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