Auto rubate e finti incidenti per truffare assicurazioni, sgominata banda: 12 arresti

L'organizzazione, smantellata dalla polizia nell'operazione "Car network", agiva tra Misilmeri e Palermo. In alcuni magazzini sono state trovate parti di auto, già smontate, pronte a essere immesse nel mercato illegale

Smantellata un'organizzazione dedita al furto, alla ricettazione e al riciclaggio di auto, che operava tra Misilmeri e Palermo. La polizia ha eseguito l'arresto nei confronti di 12 ora sottoposte ai domiciliari come richiesto dal gip di Termini Imerese. Nel corso dell'operazione sono state scoperte, all'interno di depositi e magazzini, numerose parti di auto e componenti meccaniche, smontate e pronte a essere immesse nel mercato illegale. Per gli inquirenti, il giro d'affari è di decine di migliaia di euro.

L'operazione è stata denominata "Car network" e prende il via da alcuni accertamenti effettuati in un autosalone all'interno del quale sono stati trovati tre auto e due autocarri rubati. Le indagini sono state svolte dagli agenti del commissariato Brancaccio e dalla polstrada anche attraverso pedinamenti, intercettazioni e la videosorveglianza dei megazzini in cui la banda portava i veicoli rubati. Alla guida dell'organizzazione ci sarebbero stati Giovanni Tantillo, Filippo Grasso, Vincenzo Militello, Ettore Raccuglia, due dei quali titolari di rivendite considerate compiacenti e utili per alimentare il circolo vizioso..

I depositi delle auto e i volti degli arrestati | Video

Dalle indagini è emerso che l'organizzazione prima si impossessava dei veicoli e poi li portava in magazzini e depositi sia a Misilmeri sia a Palermo, dove procedeva alle operazioni di smontaggio. In alcuni casi gli indagati recuperavano motori e altri pezzi meccanici per usarli come come ricambi. Altre auto, invece, venivano "riciclate" utilizzando documenti e dati identificativi (telaio e targhette) di veicoli incidentati e precedentemente acquistati per rimetterli sul mercato delle auto usate.

Operazione "Car network": i nomi degli arrestati

"Acuni degli arrestati - spiega la polizia - realizzavano consistenti profitti truffando varie compagnie assicurative attraverso la simulazione di
furti di veicoli o incidenti stradali mai avvenuti". In alcuni casi pezzi di ricambio ricavati finivano anche all'estero, come in Francia o in Belgio, a prezzi stracciati.

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