Appartamenti svaligiati e mazzate a chi osava denunciare: smantellata banda

I carabinieri hanno eseguito otto misure cautelari tra Bagheria e Alcamo: devono rispondere di 16 colpi messi a segno tra luglio a dicembre 2017. Una donna aveva il compito di studiare le vittime

Uno degli indagati con la mazza usata per aggredire un testimone

In appena dei mesi, da luglio a dicembre 2017, avrebbero messo a segno sedici furti in appartamento. Tutti nella zona di Bagheria. Adesso i carabinieri hanno eseguito otto misure cautelari - un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, 5 arresti domiciliari, due obblighi di dimora - a carico di altrettante persone rintracciate tra Bagheria e Alcamo (Trapani). L'accusa per tutti, a vario titolo, è di furto aggravato, furto in abitazione, minaccia aggravata, danneggiamento, lesioni personali aggravate. I provvedimenti sono stati emessi dal gip di Termini Imerese su richiesta della locale Procura.

La donna studiava le vittime, i complici "ripulivano" le case: la banda in azione| Video

Le porte del carcere si sono aperte per Gianni Barone, 31 anni. Ai domiciliari invece sono finiti Giuseppe D'Amore, 26 anni; Francesco D'Amico, 23 anni; Cristiam Galioto, 21 anni; Filippa Scavo, 41 anni; Vincenzo Samuele Morana, 22 anni. Divieto di dimora per il 21enne C.C. e il 23enne G.V.M.

Le indagini, attraverso attività tecniche, servizi di osservazione, pedinamento e controllo, hanno permesso di identificare gli autori di 16 furti, soprattutto in abitazioni, e in alcuni casi è stato possibile recuperare la refurtiva, individuando i canali di ricettazione utilizzati dal gruppo. "Le abitazioni da colpire  - spiegano i militari dell'Arma - venivano individuate da una donna, 40enne di Bagheria. Il modus operandi, ormai consolidato, consisteva nello 'studiare' la vittima e nel segnalare ai propri complici il momento più opportuno per consumare il furto".

I carabinieri: "Dai social scoprivano se le vittime fossero fuori casa"

Una banda violenta e spregiudicata quella scoperta dai carabinieri. A testimoniarlo il raid punitivo messo in atto da alcuni indagati contro un cittadino, "colpevole" di aver chiamato le forze dell'ordine. Scoperti al malcapitato mentre armeggiavano in maniera sospetta nei pressi di un'abitazione, lo hanno minacciato di morte e picchiato con una mazza da baseball per punirlo.

Per l'esecuzione dei provvedimenti sono stati impegnati circa 60 carabinieri, con l'ausilio di un elicottero del nucleo elicotteri di Palermo.
 

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