Da Palermo all'Antartide: l'avventura del "worktrotter" Ramon Mazinga

Francesco Calderone (questo il suo vero nome) va in giro per il mondo senza un soldo in tasca cercando lavori occasionali. Ha raccolto frutta in Nuova Zelanda e dormito sui divani altrui. A PalermoToday ha raccontato la sua storia, dalla quale ha deciso di realizzare una web serie

Francesco Calderone, in arte "Ramon Mazinga"

Francesco Calderone, in arte Ramon Mazinga, è un "worktrotter": va in giro per il mondo, senza un soldo in tasca, da quando aveva 25 anni. Raggiunge una meta, trova un lavoro qualunque e vive alla giornata. Poi, se è il caso, lascia la sua momentanea occupazione e si sposta. A coniare il termine "worktrotter" è stato lui stesso: "Tutti mi chiedevano che lavoro fai? E, circa due anni fa, ho inventato questa parola". Ramon Mazinga, è partito da Palermo, sua città natale, e ha già girato mezzo mondo. La prima meta raggiunta è stata la Svezia. A seguire Lettonia e Germania. Dopo aver visitato l'Europa, si è spinto molto oltre raggiungendo anche la Nuova Zelanda. 

"Era il posto più lontano dove potessi andare - racconta Calderone a PalermoToday - e il punto più vicino al Polo Sud, mia destinazione finale". E sono proprio le avventure vissute in Oceania ad aver dato vita a una web serie. I primi due episodi sono già visibili sulla pagina Facebook Ramon Mazinga. In tutto saranno una decina le puntate della durata di circa due minuti e mezzo, che verranno postate con cadenza settimanale. Ad Auckland, la seconda città del Paese, il mestiere più gettonato è raccogliere la frutta. Mazinga quindi ha trovato un lavoro come raccoglitore di frutti di bosco. Non è andata tanto bene però: il suo datore di lavoro l'ha licenziato. Francesco però non ha rinunciato al suo sogno e, senza avere un'auto, ha deciso di provare ugualmente a raggiungere l'Antartide. Ce l'ha fatta? Chi volesse scoprirlo non ha altra scelta che guardare il documentario a puntate, nato da un'idea di Davide Venturi, autore bolognese di nascita ma palermitano d'adozione, amico di Francesco che, dopo aver visionato tutto il materiale raccolto da quest'ultimo, ha ideato il progetto.

Francesco Calderone (3)-2Adesso Francesco si trova a Milano dove sta lavorando come fotografo freelance. Resterà all'ombra della Madonnina qualche mese, il tempo di riprendere fiato e di raccogliere i soldi necessari a partire per la prossima meta: il Canada. "Conto di andarci a dicembre - afferma il "worktrotter" - per godere della natura che c'è lì e del freddo". Le tappe successive? Australia e Giappone. Sconosciuto invece il mestiere che dovrà fare per campare: "Ho fatto il croupier sulle navi, l'insegnante di parkour, il rappresentante di cosmetici artigianali e molti altri lavori. Grazie alle mance - continua Ramon Mazinga - il croupiere si è rivelato il mestiere più redditizio. Le paghe orarie più alte invece sono quelle neozelandesi: 20 dollari australiani all'ora, in una settimana si possono guadagnare 1.200 dollari".

Ma come si fa a trovare un'occupazione in un Paese lontano, senza avere contatti? "L'inizio è stato difficile - dice il worktrotter - perchè non sapevo come muovermi, ma col tempo è diventato un automatismo. Ho capito che il modo più semplice per trovare un'occupazione è fare amicizia". Dormendo negli ostelli, che costano poco e sono frequentati da giovani, o ancora meglio facendo coachsurfing (alloggiando gratuitamente sui divani altrui) si fa presto a conoscere persone".  

Francesco Calderone si definisce un viaggiatore social: già prima che le sue avventure diventassero una serie, raccontava i suoi viaggi sul web. "Più di una volta - racconta - persone conosciute sui social mi hanno raggiunto e fatto un pezzo di viaggio con me. Ma ho viaggiato a lungo anche da solo. Amo dormire in tenda, durante gli spostamenti da un posto all'altro, in mezzo alla natura. I boschi mi affascinano".

Francesco Calderone (2)-2Dopo anni a trotterellare, oggi Francesco ha tantissimi amici in ogni parte del mondo. Lo svantaggio? "Ti chiamano - spiega - in orari normali per loro ma, a causa del fuso, nel Paese in cui mi trovo io magari sono le 4,30 del mattino". Ma sono più i vantaggi. "Conoscere persone con culture diverse e visitare i loro paesi apre la mente - continua - s'impara a vedere le cose da altri punti di vista". Per andare a fondo e capire è importante parlare almeno l'inglese: "Io parlo anche un po' di francese e tedesco. Sto studiando il giapponese in vista del viaggio futuro ma dove non arriva la lingua - prosegue Ramon Mazinga - arrivano i gesti e noi siciliani siamo molto bravi in questo".

Ogni tanto Ramon Mazinga torna anche a casa: "L'ultima volta che sono stato a Palermo era novembre. Ho trovata una città diversa, migliorata: il centro è diventato pedonale e ho visto tanti nuovi negozi. Chi ci vive non se ne accorge. Partire e poi tornare ti permette di notare le differenze". Le cose che gli mancano di più di Palermo sono il clima e gli odori della città: "Mi porta indietro nel tempo, alla mia infanzia - conclude - facendo riaffiorare i ricordi".

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