"Si resti arrinesci": flashmob degli studenti davanti al Ficus monumentale in piazza Marina 

L'obiettivo dell'iniziativa è fermare l'emigrazione giovanile dalla Sicilia e promuovere la manifestazione regionale sullo stesso tema in programma venerdì davanti al teatro Massimo

Flashmob questa mattina davanti al Ficus monumentale in piazza Marina. Una cinquantina di studenti che hanno aderito alla campagna regionale "Si resti arrinesci" si sono riversati in villa Garibaldi per stringersi attorno al grande albero dove hanno strappato simbolicamente dei biglietti aerei ed esposto dei cartelli con delle citazioni di noti autori sul tema delle radici: “Non regalarmi fiori recisi, anche se sono di un immensa bellezza. Non accetto più niente, nella mia vita, che non abbia radici”, “Fate come gli alberi: cambiate le foglie, non le radici” di Hugo, o ancora “Un albero senza radici è solo un pezzo di legno” di Marco Pierre White. Affisse nei cartelli anche alcune proposte dei giovani per contrastare l'esodo: dalle borse di studio per gli universitari che decidono di ritornare ai fondi per la ricerca. 

"Le forti radici aeree di questo ficus, raggiungendo il terreno diventano tronchi supplementari... veri e propri pilastri che favoriscono il sostegno del grande peso man mano acquisito dalla sommità dell’albero. Ecco, esso ci dimostra che nell'attaccamento alle radici - afferma Andrea De Pasquale, studente del liceo Benedetto Croce - insiste la nostra forza e la nostra stessa esistenza. Un popolo che rimane attaccato alle proprie radici è in grado di resistere e di trasformare un presente di miseria in cui l'emigrazione viene presentata come l'unica soluzione".

Un'azione simbolica e comunicativa quella di questa matina per affermare l'importanza dell'attaccamento alla propria terra, far emergere le mancanze della governance e ricordare la manifestazione regionale in programma venerdì alle 9 partirà dal Teatro Massimo. Per l'occasione dovrebbero arrivare a Palermo diversi bus provenienti da tutta la Sicilia.

"Invertire la rotta - afferma Ludovica Di Prima del liceo Umberto I - si può. Guardare alla realtà che ci circonda con occhio attento e critico, imporci sullo status quo per pretendere da chi ci governa nuovi modi di intendere i territori e i relativi  modelli di sviluppo. È giunto il momento di emergere con tutto il nostro protagonismo per costruire quelle condizioni che ci possano permettere di restare. La manifestazione di venerdì è un primo grande momento per far sentire la nostra voce!" .

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