Cinisi, 15 anni dopo "I cento passi" ecco il film tv su Felicia Impastato

Partono il 7 settembre le riprese per la realizzazione della pellicola dedicata alla figura della mamma di Peppino. Il progetto è stato proposto da Rai Uno e prodotto dalla Casa di Produzione "11 Marzo" di Matteo Levi

Felicia e Peppino Impastato

Partono il 7 settembre le riprese per la realizzazione di un film tv dedicato alla figura di Felicia Impastato, la mamma di Peppino, il giornalista e attivista ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978. Il progetto è stato proposto da Rai Uno e prodotto dalla Casa di Produzione "11 Marzo" di Matteo Levi. L'attrice che assumerà il ruolo di Felicia sarà Lunetta Savino. Regia firmata da Gianfranco Albano, autore di alcuni film per la televisione, come "Brancaccio" e "il Figlio della Luna". La sceneggiatura é stata scritta da Monica Zappelli e da Diego De Silva.

Felicia Impastato, al secolo Bartolotta, si è spenta nel 2004, a 88 anni. A lungo ha combattuto strenuamente con l'obiettivo di fare arrestare i responsabili della morte del figlio. "Si ripete per noi, ma in maniera diversa - spiega Giovanni Impastato, il fratello di Peppino - l'esperienza vissuta precedentemente con il film 'I Cento Passi' di Marco Tullio Giordana, film di grande successo, girato a Cinisi con il coinvolgimento di buona parte della nostra comunità e che è servito a promuovere il nostro territorio e a far conoscere la figura di Peppino Impastato in tutto il mondo". Ancora qualche giorno e le strade di Cinisi saranno invase dalla troupe Rai: tecnici, operatori, attori, scenografi, sceneggiatori, fotografi e registi, come successe 15 anni fa con la fortunata pellicola di Giordana. "Tutte persone che ho conosciuto - dice Giovanni Impastato - e che stanno vivendo con emozione ed entusiasmo questo momento importante. Tutti si sono legati alla figura di mia madre e ognuno di loro, da quello che ho potuto notare, cercherà di dare il massimo".

"Noi ci auguriamo - ha concluso con una nota sul sito ufficiale della Casa Memoria di Felicia e Peppino - che questo lavoro possa servire a rendere sempre viva la figura di mia madre, che ha lottato con il suo grande dolore, non chiudendosi in esso, come imponeva la consuetudine mafiosa, ma trasformandolo in forza e desiderio di giustizia, sempre alla ricerca della verità, spesse volte condannata e lasciata sola per le sue scelte coraggiose".

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