Al via il festival dello sviluppo sostenibile "Ri-Genera Palermo"

A inaugurare la manifestazione il dibattito sul tema “La città visibile” per discutere di rigenerazione urbana, economica, sociale, ambientale

Al via Ri-Genera Palermo, terzo festival dello sviluppo sostenibile che si è aperto ieri pomeriggio ai cantieri Culturali alla Zisa e che si svolge in contemporanea anche in altre città italiane. La manifestazione nasce dalla collaborazione di vari enti ed istituzioni, dal Comune di Palermo alle società partecipate Amg Energia, Amat, Rap, Sispi, dall’Asp 6 all’Arnas Civico, dall’Università al centro Amazzone e ad alcune scuole superiori cittadine.

A inaugurare la manifestazione il dibattito sul tema “La città visibile” per discutere di rigenerazione urbana, economica, sociale, ambientale partendo dal racconto dei risultati concreti raggiunti all’interno dell’idea della città, come ha spiegato l’assessore all’Urbanistica, mobilità e ambiente del Comune Giusto Catania nel suo intervento. “Va ribaltato il paradigma della città fondata sul concetto di sviluppo scriteriato - ha detto Catania - che ha portato a cementificazione, costruzione di strade e palazzi, a pianificazione senza attenzione reale alla cultura e alla storia di Palermo e pensare invece in termini di decrescita. Tre le linee guida: pianificazione, progettazione ed educazione che è un passaggio decisivo, è l’azione massiccia di educazione al cittadino che spetta alle istituzioni”. 

Nel suo intervento l’Amministratore unico di Amg, Mario Butera, ha parlato della cabina di regia a cui si sta lavorando con il Comune di Palermo: la società sarà impegnata sul fronte dell’energia per dare a Palermo una veste futura da questo punto di vista. “Le linee su cui stiamo lavorando - ha sottolineato - sono quelle della solarizzazione con la verifica delle potenzialità degli edifici, una progettazione più vasta relativa al fotovoltaico e la produzione di biometano a Bellolampo legata ad un aumento del conferimento di frazione organica da raccolta differenziata. La parola chiave è “fare sistema”: è fondamentale la collaborazione e l’integrazione fra le partecipate e che il Comune metta a sistema le disponibilità economiche anche legate a fondi europei”. 

“La Rap è già in sintonia con l'Amministrazione comunale e le consorelle - ha aggiunto Nicola Gervasi, direttore dell'Area Risorse Umane della Società Rap – dato che nel suo piano industriale ha già previsto investimenti per il recupero di energia dall'organico e per economizzare i costi per lo smaltimento del percolato. Tutte azioni - conclude - che ovviamente saranno sinergiche alla diffusione capillare dei Centri Comunali di Raccolta (CCR) per l'obiettivo principe dell'aumento della Raccolta Differenziata”.

Uno spunto di riflessione è arrivato anche da Federico Butera, professore emerito del Politecnico di Milano e presidente della storica Azienda municipale del gas, oggi Amg Energia, negli anni Novanta. La visione di “Palermo sostenibile 2050” non può prescindere da un’analisi attenta del metabolismo della città, che è lineare e va trasformato in circolare, e alla sua impronta ecologica: tali indicatori, infatti, dicono che sull’inquinamento cittadino, oltre che le emissioni del traffico e degli edifici, per il 40% incidono i consumi alimentari, legati all’attuale agricoltura che ha alte emissioni inquinanti e consumo di acqua, ma pure alla mancanza di organizzazione dei servizi nei quartieri perché siano facilmente accessibili anche a piedi, a cominciare dai negozi di prossimità. “Palermo deve integrare il ciclo di energia, acqua, rifiuti e metterli, assieme alla mobilità sostenibile, in una smart grid – ha detto -. Significa che le aziende partecipate devono interagire continuamente ed essere coordinate da un’unità di pianificazione strategica ambientale a livello comunale”.  

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