Party di compleanno al Teatro Garibaldi, gli organizzatori: "Macché festa, la torta era di cartone"

Le polemiche per il compleanno di una modella celebrato all'interno della struttura, affidata fino alle scorse settimane a Manifesta 12. La difesa: "Era una serata per 50 imprenditori, lo scopo era promozionale". Interrogazione di Ferrandelli: "Da un incauto affidamento ne è derivato un danno erariale"

Al centro Jennifer con le sue amiche durante il "party della discordia"

Quando Wim Wenders decise che Palermo sarebbe stata il set del suo prossimo film, non riuscì a resistere al fascino di quel teatro nel cuore della Kalsa inaugurato da Garibaldi che volle girarci una scena, a tutti i costi. Era chiuso da anni, abbandonato. Quello che non aveva previsto, Wenders, è che il suo "shooting" - così come evoca il nome della pellicola - non sarebbe rimasto l'unico. Perché venerdì all'interno del Teatro Garibaldi è andata in scena una festa privata. Tra fotografie, stories su Instagram, oggetti vintage e abiti scintillanti si è festeggiato il 30esimo compleanno di una modella palermitana. 

Una festa privata al Teatro Garibaldi, Orlando furioso: "Verifiche immediate"

Manifesta e il dopo Manifesta 

Tra il 2017 e il 2018, nell’anno in cui Palermo viene eletta capitale italiana della cultura, il teatro che porta il nome del generale simbolo del Risorgimento italiano, tra la via Castrofilippo e la via Garibaldi, proprio di fronte alla Magione, viene scelto come quartier generale da Manifesta, la biennale d’arte contemporanea itinerante che ha portato in città mostre, installazioni ed eventi per un anno intero.

Dopo che Manifesta ha fatto le valigie ed è tornata in Olanda in attesa della nuova edizione a Marsiglia, ha continuato a gestire lo spazio per tutto il 2019, affidando a operatori pubblici e privati l’utilizzo del teatro. Ed è così che, infatti, l’associazione “Altro-Quanto” di Vincenzo Montanelli, direttore organizzativo generale dell’ultimo Festino di Santa Rosalia, ha organizzato all’interno la ExpoRetrò, una mostra vintage che raccoglie quasi mezzo secolo di storia d’Italia tra moto d’epoca e insegne amarcord.

mostra vintage teatro garibaldi-2

Il curatore della mostra, Ninni Arcuri, ha curato l’allestimento con pezzi della sua collezione. La mostra sarebbe dovuta restare al Garibaldi per una decina di giorni e terminare il 31 dicembre, ultimo giorno di disponibilità dello spazio da parte della Fondazione olandese, ma data l’assenza di programmazione all’interno del teatro era stata concessa una proroga fino al 16 febbraio. E, inaspettatamente, tra oggetti vintage e pezzi d’epoca, è stata organizzata anche una festa di compleanno.

Il catering, il vestito su misura, il dj set

L’occasione è quella dei 30 anni della modella palermitana Jennifer Casa, sorella di Nadine, moglie del calciatore del Lecce Andrea Rispoli. Durante la serata, iniziata intorno alle 21, agli ospiti è stato offerto da mangiare e da bere (il catering è stato curato dallo chef Natale Giunta) mentre in due grandi led wall digitali venivano mandate in onda le immagini delle sfilate della festeggiata che, su Instagram, ha ringraziato uno stilista palermitano per l'abito su misura che aveva indosso. A mezzanotte torta e candeline, mentre la gente ha ballato nello spazio dedicato alla platea sulle note mixate da un dj. Una festa “social”, ripresa dai circa 80 invitati alla serata.

Il gioco dello scaricabarile 

Nel gioco delle responsabilità, però, dopo il vespaio messo in piedi dalla stampa, è tutto uno scaricabarile. “Abbiamo dato la disponibilità del teatro per una mostra, concesso una mostra, affidato al curatore Ninni Arcuri la gestione di tutto - spiega Vincenzo Montanelli, che ad oggi è il custode del teatro -. Sabato mattina apprendiamo che si era tenuta una festa privata a porte aperte di cui non ero a conoscenza per questo ho immediatamente disposto il blocco di ogni attività. È stata un’iniziativa autonoma, di cui non ero stato messo al corrente”.

A spiegare i fatti, così, è Ninni Arcuri, colui che avrebbe permesso l’organizzazione dell’evento. “Precisiamo, prima di tutto. Non era una festa, ma una serata di incoming con 50 imprenditori che avrebbero dovuto apprezzare la mostra - racconta a PalermoToday -. Luca Lo Bosco (il fidanzato della festeggiata Jennifer Casa, ndr) insieme al papà della ballerina Eleonora Abbagnato, si è reso disponibile ad incrementare il valore della mostra, donando alcune delle sue moto e invitando una serie di persone che viceversa io non avrei potuto raggiungere. Lo scopo era assolutamente promozionale, i cancelli erano aperti, non c’è stato uno sbigliettamento”.

L'invito “Jennifer's 30 Birthday Party”

invito festa jennifer teatro garibaldi-2Gli ospiti, però, sono stati invitati attraverso un invito cartaceo con su scritto “Jennifer's 30 Birthday Party”. “Non l’ho fatto io - ribatte Arcuri -. Non so chi abbia fatto gli inviti. La mostra era in sofferenza, ho avuto carta bianca da Montanelli per il rilancio, perché aveva piena fiducia in me. Con Albergoni non ho mai parlato. Sapevano che avrei portato benessere alla mostra. La torta a mezzanotte era di cartone, finta, vintage. Non credevo che regalare un sorriso a mezzanotte a una ragazza potesse portare tutto questo disvalore alla mia mostra. Ho commesso un’ingenuità, ma credo in buona fede. Ho creduto che Lo Bosco, per il lavoro che fa, potesse muovere questi imprenditori generando un indotto futuro. C’era gente con dichiarazione dei redditi da fare paura e lì dentro c’è un grosso investimento. Più di 500mila euro di oggetti. Una mostra non deve essere solo bella, ma anche sostenibile. Io ho solo messo a disposizione della città una cosa bella”.

E a ribadire che non fosse una festa ci pensa Luca Lo Bosco, noto fotografo e art director dell’agenzia che ha fatto spiccare il volo ad una serie di eccellenze della moda come Giulia Maenza. “C’è un carico di strumentalizzazione enorme in questa storia - racconta -. Ho visto la mostra, amo l’arte e il vintage, sono un estimatore, un collezionista, oltre al fatto che il mio lavoro è il marketing. Ho dato qualche suggerimento ad Arcuri, ho donato due moto Kawasaki di cui sono gelosissimo. Questo teatro mi ha sbalordito e ho pensato che poteva essere l’occasione per farlo conoscere a quelli che poi muovono il commercio in città. Jennifer non era a conoscenza, è stata una sorpresa. Il suo compleanno è stato giorni prima”.

1 festa teatro garibaldi-2

Il teatro e via Castrofilippo 30

Una serata a scopo promozionale, dunque, secondo Arcuri e Lo Bosco, che volevano dare una spinta in più a Expo Retrò, la mostra che è balzata all’occhio persino di Sgarbi. “Questi imprenditori sono stati invitati al telefono - precisa Lo Bosco -. Circa 25 persone hanno ricevuto l’invito dove c’è chiaramente scritto ‘via Castrofilippo 30’, che non corrisponde all’indirizzo del teatro che si trova in via Garibaldi 46 ma a quello dello showroom dove Jennifer ha lavorato per anni (anche se, facendo una breve ricerca su Google, via Castrofilippo 30 corrisponde all’indirizzo del quartier generale di Manifesta12 ndr). Per lei è stata una sorpresa. Abbiamo poi cooptato la gente al teatro solo per spegnere le candeline su una torta di cartone”.

via castrofilippo teatro garibaldi

"La cultura non è un fatto privato"

Dopo il polverone alzato sui social da Matteo Bavera, che per anni ne è stato il direttore portando sulla scena nomi come Carlo Cecchi, Emma Dante, Peter Brook, Antonio Latella, Davide Enia e appunto Wim Wenders, Fabrizio Ferrandelli ha presentato un’interrogazione per vederci chiaro. “Sembra che in questa città la cultura sia un fatto privato - confida a PalermoToday -. Mentre si svolgeva un party in un teatro, i cittadini di Palermo contribuivano alla festa di Jennifer essendo a loro carico le spese delle bollette di energia e acqua. Chiederò la revoca della custodia, pretendo che ci sia trasparenza. Vogliamo aprire i teatri della città ad altro? Bene. Ma che sia regolamentato e non frutto della discrezionalità di pochi. E presenterò il tutto pure alla Corte dei Conti, perché da un incauto affidamento ne è derivato un danno erariale. Voglio sapere se è stato corrisposto denaro per l'affitto”. 

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Quella festa all'Orto Botanico 

Intanto sui social impazzano i commenti sull’uso improprio di spazi pubblici. “L’anno scorso è stata organizzata una festa di 40 anni all’Orto Botanico e hanno trasformato una serra con piante rare che arrivano da tutto il mondo in una discoteca. Questa storia mi sembra altrettanto intollerabile”. Il riferimento è ad una festa di compleanno dello scorso marzo. Festa organizzata in modo legittimo, visto che esiste un tariffario per l'affitto dell'Orto Botanico, gestito dall’Università di Palermo e non dal Comune. “Quest’anno all’ultimo minuto è saltato il veglione di Capodanno al Teatro Politeama, come mai?”. Domande ancora senza risposta anche se il finale di questo film sembra già scritto. E il regista, stavolta, non è Wenders. 

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