Da ferrovia dimenticata a "greenway": così si riscopre Ficuzza a piedi e in bici

Per valorizzare un patrimonio che rischia di andare perduto torna la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, il 1° marzo. In programma una serie di iniziative dedicate ai vecchi tracciati. La rinascita della vecchia Palermo Sant'Erasmo-Burgio

Godrano-San Carlo foto Bicitalia

In Italia ci sono circa settemila chilometri di ferrovie dismesse fra ex concesse ed ex Ferrovie dello Stato, di cui la metà potenzialmente recuperabili. Ad oggi sono stati recuperati circa 800 chilometri di tracciati, trasformati in "greenway", 500 dei quali al nord: piste ciclabili e percorribili a piedi o a cavallo, progetti integrati di sviluppo che valorizzano il passato ferroviario e promuovono i territori attraversati. Il più gran numero di km dismessi si trova al sud, in Sicilia, dove un decimo degli otre mille chilometri di ferrovie dimenticate sono state recuperate. E tra queste c'è anche la Ficuzza sulla ex Palermo-Burgio.

Per valorizzare questo patrimonio, torna la Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, il 1° marzo, per la quale il movimento culturale Co.Mo.Do. (Cooperazione Mobilità Dolce) organizza una serie di iniziative dedicate a vecchi tracciati, opere d'arte ed edifici delle ex ferrovie. Anche questa edizione della Giornata, la numero 13, si inserisce nel "Mese della Mobilità Dolce" che va dal 1° marzo al 30 aprile: in programma incontri, flash mob, raduni, convegni. Obiettivo: sensibilizzare Stato e Regioni affinché mettano a disposizione le risorse finanziarie necessarie per la conversione in greenway dei tracciati abbandonati. La Giornata è patrocinata dal Ministero dell'Ambiente, dall'Enit, e da Cammini d'Europa.

La vecchia Palermo-Burgio

La ferrovia che andava da Palermo Sant'Erasmo a Burgio era lunga 112,29 km. Venne inaugurata nel 1886 e chiusa alla fine degli anni Cinquanta. L'ultimo gestore fu la Ferrovie dello Stato. Queste le stazioni e fermate: Palermo S. Erasmo, Bandita, Palermo Acqua dei Corsari, Villabate Paese, Portella di Mare, Misilmeri, Bolognetta-Marineo, Mulinazzo, Baucina-Ciminna, Villafrati-Cefalà Diana, Mezzoiuso, Godrano, Ficuzza, Bifarera, Scalilli, Donna Beatrice, Corleone, Censiti, Ridocco, Campofiorito, Tarucco, Contessa Entellina, Bisacquino, Chiusa Sclafani, S. Carlo, Burgio

Come si legge su ferrovieabbandonate.it ecco lo stato attuale della ferrovia: "Da Palermo a Villafrati non vi è quasi più traccia della sede ferroviaria, essendo stata per lunghi tratti cancellata dall’urbanizzazione o trasformata in strada pubblica. Da Villafrati a Burgio, invece, la linea è quasi interamente riconoscibile come sentiero sterrato o strada campestre, seppur non mancano brevi tratti inclusi nei campi coltivati (soprattutto tra Ficuzza e Corleone e nei pressi di Bisacquino) o trasformati in strade locali. Variabile lo stato di conservazione delle opere d'arte, con alcuni viadotti e gallerie che presentano problemi strutturali. I fabbricati delle ex-fermate sono quasi tutti scomparsi, mentre quelli delle ex-stazioni sono in parte fatiscenti e abbandonati e in parte abitati (Misilmeri) o convertiti ad altro uso (Ficuzza, Corleone, Campofiorito, Bisacquino, Burgio).

Cosa è una greenway

Una greenway (letteralmente strada verde) è un percorso chiuso al traffico a motore, indirizzato generalmente a tutte le tipologie di utenti: pedoni, ciclisti, escursionisti a cavallo, pattinatori.

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"Così rivalutiamo l'aspetto turistico"

Per Co.Mo.Do, "creare un sistema integrato di linee di comunicazione sostenibili equivale a dare a molte aree del Paese un'opportunità unica di sviluppo. Non solo ne gioverebbe la fruizione turistica, che vedrebbe un incremento in numeri di presenze notevole, ma fattore ancora più importante, rafforzerebbe il tessuto socio economico delle aree in questione". Insomma, da una parte le comunità locali vedrebbero rafforzato il sistema di vie di comunicazione che le collega, ma il sistema produttivo ne gioverebbe e così il settore turistico. "Tutto ciò - fa sapere l'organizzazione - rafforzerebbe il legame profondo tra gli abitanti, i turisti e il territorio, unico strumento utile per tutelare e conservare il paesaggio che per sua definizione può esistere solo nello scambio incessante tra natura e cultura".
 

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