Piano Battaglia al palo: seggiovia pronta, ma manca l'impianto elettrico

I lavori sono stati ultimati il 21 dicembre scorso, ma l'opera aspetta ancora il collaudo definitivo. Servono 100 mila euro per realizzare il cavidotto, fondi che l'ex Provincia non ha più

Il nuovo impianto sciistico di Piano Battaglia

Beffa a un passo dal traguardo. Quando tutto sembrava ormai pronto per l’attesa inaugurazione dell’impianto sciistico di Piano Battaglia, miraggio per il futuro delle Madonie, ecco che arriva l’ennesimo stop. La seggiovia non è ancora entrata in funzione perché manca l’impianto elettrico. I lavori sono stati ultimati il 21 dicembre scorso, ma l’opera aspetta ancora il collaudo definitivo.

Il progetto prevede un cavidotto da collegare ad una vicina cabina elettrica, 1.400 metri di cavo per portare energia all’impianto. Opera che – evidentemente – non è stata realizzata dall’ex Provincia, ente appaltante che nel frattempo non dispone più dei fondi necessari per realizzarla: circa 100 mila euro, nulla in confronto ai tre milioni di fondi europei spesi per l’opera. Così, si cerca adesso chi dovrà mettere mano al portafogli. Voce in capitolo dovrebbe averla Leoluca Orlando, in quanto sindaco della Città metropolitana di Palermo, subentrata all’ex Provincia. Ma non è escluso un intervento della Regione.

Mastica bocconi amari Gianni Fiore, nuovo rappresentante legale della Piano Battaglia srl, società che gestirà gli impianti. “Sappiamo che la richiesta al Genio civile da parte dell’Enel, utile alla realizzazione del cavidotto, è partita il 25 agosto – spiega Fiore a PalermoToday - . Dal momento che l’Enel dovrebbe prima avere ben trenta pareri favorevoli da parte di diversi enti, stiamo cercando di ottenere un provvedimento d’urgenza dal Genio civile per poter superare questo stallo burocratico. Praticamente abbiamo una macchina nuova di zecca, ma ci manca la benzina”.

L’aspetto quasi irreale della storia è proprio questo. Seggiovia e sciovia sono nuove di zecca. I seggiolini sono ancora avvolti nella plastica, perfettamente ristrutturato il punto d’accoglienza dei turisti, immacolate le cabine di controllo, aperta e in piena attività perfino l’unica struttura ricettiva presente nella zona, lo storico rifugio Marini, così come il ristoro dello Scoiattolo. Insomma, non manca niente, ma tutto è fermo. 

Si aggiunge, così, un altro capitolo alla storia infinita di quest’infrastruttura. Una corsa ad ostacoli che va avanti da più di dieci anni, costellata da ritardi nell’espletamento delle gare d’appalto, cavilli burocratici ed inaugurazioni annunciate e sempre disattese. La speranza, adesso, è che l’opera possa davvero essere inaugurata entro l’anno, in caso contrario, si dovrà dire addio ai tre milioni di finanziamento e ai sogni di un intero territorio.

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