Falsifica il pass per le strisce blu, condannato a sette mesi di carcere per truffa

La pena è stata sospesa, per l'automobilista anche 150 euro di multa e un risarcimento all'Amat. Il pass era stato rilasciato dal Comune con validità al 25 settembre 2013, solo che su quello esposto la data di scadenza era stata "modificata" al 2015

Ha fatto slittare di due anni la scandenza del pass residenti. Per questo un automobilista è stato condannato a sette mesi di carcere (con pena sospesa) e 150 euro di multa per aver falsificato un pass residenti per le zone blu del Comune di Palermo. La sentenza - scrive l'agenzia di stampa Adnkronos - è stata emessa dalla V sezione penale del tribunale di Palermo che ha anche condannato l'uomo al risarcimento dell'Amat, azienda che gestisce i parcheggi a pagamento, costituita parte civile. Il pubblico ministero aveva chiesto oltre ai sette mesi di reclusione, una multa da mille euro.

I fatti risalgono all'ottobre del 2013 quando una pattuglia di ausiliari del traffico, controllando le zone blu di piazza Unità d'Italia, ha notato un'auto con un pass residenti presumibilmente falso. Una contraffazione non eccessivamente evidente però, tanto da rendere necessario il controllo presso la centrale operativa. Il pass "falso" in realtà era stato effettivamente rilasciato dal Comune con validità al 25 settembre 2013, solo che su quello esposto la data di scadenza era stata "modificata" al 25 settembre 2015.

Non solo. I controlli hanno permesso di verificare che il proprietario del veicolo non abitava più in quella zona ma a Carini e quindi non aveva più diritto al pass residenti. Secondo il tribunale di Palermo, il proprietario dell'auto non avrebbe solo la "dolosa falsificazione" del pass sarebbe stata "finalizzata all'elusione dei controlli da parte degli ausiliari dell'Amat" e quindi è diventato lo "strumento attraverso il quale l'imputato ha conseguito un indebito profitto".

Da un lato, non ha acquistato le schede parcheggio e quindi l'Amat non ha incassato quanto dovuto per la sosta oraria negli stalli. Dall'altro il pass "falso" gli ha permesso di evitare le multe per la mancata esibizione arrecando un ulteriore danno all'Azienda. "Pertanto - conclude il giudice - è pienamente integrato il reato di truffa in quanto, avvalendosi di un artificio rappresentato dall'esposizione del falso pass ha potuto parcheggiare ogni qual volta gli si presentava l'occasione negli stalli ricadenti nella zona, inducendo in errore gli ausiliari dell'Amat o la polizia municipale che non avrebbe potuto avvedersi della falsificazione o contestare l'infrazione se non a seguito di approfonditi accertamenti".

Fonte: Adnkronos
 

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