Terremoto in casa rosanero: "Il Palermo doveva fallire, sentenza pilotata", giudice sospeso

Le accuse sono: concorso in corruzione, abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio. Intanto la guardia di finanza ha fatto scattare delle perquisizioni. L'indagine è partita dalla telefonata tra Zamparini e l'avvocato del club

Maurizio Zamparini

Il Palermo calcio doveva fallire, e la sentenza con cui il club rosanero è stato salvato sarebbe stata pilotata. Per questo motivo un giudice del tribunale di Palermo, Giuseppe Sidoti, è stato sospeso per un anno. Le accuse sono: concorso in corruzione, abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio. La Procura di Caltanissetta lo ha iscritto nel registro degli indagati. E su di lui indaga anche la guardia di finanza. In base a quanto scrive oggi Repubblica l’inchiesta dei pm nisseni è ampia e articolata e coinvolge pure l’ex presidente del Palermo calcio Giovanni Giammarva e il patron Maurizio Zamparini. Per Giammarva sarebbe scattata una misura interdittiva dallo svolgere la sua attività di commercialista.

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Intanto questa mattina dalla guardia di finanza è arrivata una nota in merito a diverse "perquisizioni e attività di polizia giudiziaria a Palermo ed in altre città d’Italia, al momento in corso". "La Procura della Repubblica di Caltanissetta - si legge - sta coordinando l’esecuzione, ad opera del personale del nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Palermo, di un’ordinanza del Gip di Caltanissetta con la quale è stata disposta l’applicazione di due misure cautelari interdittive".

Agli atti della Procura nissena è finita una telefonata tra Zamparini e l'avvocato della società rosanero, Di Trapani, risalente ai giorni precedenti il giudizio sul fallimento della società. Da qui è partita l'indagine. Una chiacchierata, risalente alle 13:01 del 13 dicembre 2017, che comincia così: "Carissimo avvocato eccomi qua". Sono giorni caldi, perché si attende la decisione della sezione fallimentare.

Zamparini viene intercettato mentre è al telefono con Di Trapani. Che dice: "Allora, quando le ho scritto stavo uscendo dal Palazzo di Giustizia... mi ha chiamato il giudice che ha in mano la pratica e abbiamo parlato una mezz'ora... devo dire approccio trasparente e tranquillo sereno. Mi dice che ha letto le carte e ha apprezzato le nostre argomentazioni implicitamente facendomi capire che diciamo mooolte ma moolte cose contenute nell'istanza e comunque nella documentazione a sostegno dell'istanza obiettivamente sono ha detto suggestive". Il giudice in questione è Giuseppe Sidoti, che fa parte del collegio che a dicembre ha nominato i nuovi periti per il controllo dei bilanci rosanero. Lo hanno chiarito le indagini successive, coordinate dalla Procura di Caltanissetta. Accuse pesanti quelle dei pm nisseni e della guardia di finanza. Che rischiano di complicare la stagione del Palermo.


 

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