Il porto diventa centro di raccolta Tunisini ospitati su tre navi

I primi sono arrivati ieri pomeriggio. I circa 700 extracomunitari sono in attesa di essere rimpatriati, ma le operazioni vanno a rilento. Imponenti le misure di sicurezza: due poliziotti per ogni clandestino. Dormiranno in due stanzoni

Il porto diventa centro d’accoglienza per i tunisini portati via da Lampedusa dopo la guerriglia esplosa in questi ultimi giorni. I primi sono arrivati ieri pomeriggio. Gli extracomunitari sono in attesa di essere rimpatriati, ma siccome Tunisi ne accetta solo 100 al giorno i trasferimenti avvengono a rilento. Così da Lampedusa i tunisini sono stati portati in aereo al Falcone-Borsellino e da qui trasferiti a bordo di due navi: la “Moby Fantasy” e “l’Audacia” , alle quali la notte scorsa si è aggiunta anche la "Moby Vincent". Sono quasi 700 gli immigrati sistemati momentaneamente sulle navi traghetto, che sono diventati dei centri d'accoglienza galleggianti.

Imponente lo schieramento delle forze dell’ordine: per ogni “ospite” ci sono due poliziotti, tutti con manganelli e mascherine igieniche sul viso. A guidare le operazioni Manfredi Borsellino, figlio del giudice ucciso dalla mafia e oggi vicequestore del commissariato di Cefalù. Pare che i tunisini dovranno restare sulle navi per 15 giorni, in attesa che si completino le operazioni di rimpatrio. A bordo dormiranno in due stanzoni su poltrone reclinabili, due bagni ogni 50 persone e niente docce. La mensa per mangiare la stessa degli agenti: faranno a turno.
 

 

 

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