Biagio Conte vince la battaglia per Paul, il Tar: "Non sarà espulso"

Accolto il ricorso dell'avvocato del ghanese, ospite da un decennio della Missione Speranza e Carità. "Danno grave e irreparabile" in caso di rimpatrio forzato, il giudice Maria Cristina Quiligotti sospende il decreto del questore che aveva rigettato il rinnovo del permesso di soggiorno

Paul Yaw Aning e Biagio Conte

Paul Yaw Aning, il 51enne ghanese ospite da un decennio della Missione Speranza e Carità, può tirare un sospiro di sollievo: almeno per il momento non sarà espulso dall'Italia. La terza sezione del Tar, presieduta da Maria Cristina Quiligotti ha sospeso l'archiviazione dell'istanza di rinnovo di permesso di soggiorno disposta dal questore.

Il tribunale amministrativo ha riconosciuto il pericolo di "un danno grave e irreparabile" per Paul in caso di rimpatrio forzato e, in tempi record, ha accolto il ricorso dell'avvocato Giorgio Bisagna. Fissando per il prossimo 11 giugno la Camera di consiglio per la trattazione collegiale. Da 16 giorni Biagio Conte sta digiunando per perorare la causa di Paul. E, proprio oggi, al missionario laico si sono uniti circa mille ospiti della struttura. Il decreto del giudice Quiligotti è nei fatti una vittoria per Biagio Conte.   

Fratel Biagio ricevuta la notizia della sospensione dell'esplusione di Paul ha sciolto le catene che portava ai piedi e si è messo in cammino da piazza Beato Pino Puglisi verso la sede di via Decollati della Missione di Speranza e Carità.

Domani alle 15,30 in via Archirafi incontrerà la stampa e la gente che vorrà partecipare per comunicare cosa adesso sente di portare avanti sul tema che riguarda Paul e l'accoglienza. "Fratello Biagio - dice il sindaco Leoluca Orlando - sospenda lo sciopero della fame anche se mobilitazione contro legge inumana prosegue e proseguirà".

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