"Riposini" pomeridiani e palestra: chiesto il rinvio a giudizio per 7 dipendenti Enac

I lavoratori dell'Ente nazionale aviazione civile in servizio presso la direzione dell'aeroporto "Falcone e Borsellino" sono indagati a vario titolo per truffa aggravata, false attestazioni o certificazioni e peculato. Secondo l'accusa risultavano in servizio, ma in realtà facevano tutt'altro che lavorare

Sulla carta erano in servizio, ma in realtà si concedevano un "riposino" pomeridiano oppure occupavano il tempo in palestra. E' l'accusa mossa a sette dipendenti dell'Enac (l'Ente nazionale di aviazione civile) in servizio all'aeroporto "Falcone e Borsellino". La procura ha chiesto il rinvio a giudizio. Sono indagati, a vario titolo, per truffa aggravata, false attestazioni o certificazioni e peculato d'uso.

Il processo è stato chiesto per Giuseppe Faraglia, Anna Maraventano, Giuseppe Renna, Alberto Rosselli, Michele Fazio, Angelo Scatassa e Caterina Silvana Vernengo, tutti sospesi dall'Enac.

L'indagine, coordinata dal pm Francesco Del Bene, ha consentito di smascherare un collaudato meccanismo basato sulla sistematica assenza degli indagati dal posto di lavoro. Colleghi compiacenti timbravano il cartellino al loro posto. In alcuni casi è stato accertato l'allontanamento dall'ufficio in modo arbitrario, ovvero senza effettuare alcuna timbratura o prolungando la pausa pranzo, a volte utilizzando l'auto di servizio per scopi privati. Più frequenti sono risultati i "riposini" pomeridiani effettuati negli alloggi dell'Ente all'intermo dell'aeroporto.

In un caso un dipendente è stato assente per l'intero turno, anche se risultava in servizio. Le Fiamme gialle hanno scoperto come gli indagati, pari al 45% della forza lavoro dell'ente, abbiano attestato in soli trenta giorni, a cavallo tra aprile e maggio 2016, un totale di oltre 140 ore "lavorate" soltanto sulla carta, ma in realtà non rese.

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