Emergenza acqua, la pioggia aiuta l'Amap: ma la Regione fissa i limiti

Comune e azienda vogliono scongiurare la turnazione idrica, ma la presidente Prestigiacomo precisa: "Se la portata dovesse essere ridotta a 2.100 litri al secondo il razionamento è inevitabile". Le precipitazioni di questi giorni hanno portato circa 5 milioni di metri cubi negli invasi

La diga Rosamarina

Che l'Amap e il Comune vogliano scongiurare il razionamento dell'acqua è storia nota. La presidente dell'Amap, Maria Prestigiacomo, lo ha ribadito ieri in Consiglio comunale durante l'audizione convocata sull'emergenza idrica, precisando però un dato: "Se la portata dovesse essere ridotta a 2.100 litri al secondo, dal punto di vista tecnico la turnazione è inevitabile". E' questo il limite fissato dalla Regione, che ha già imposto la riduzione della portata d'acqua attinta dagli invasi dai 2.800 litri al secondo di due anni fa agli attuali a 2.400 listi al secondo. 

Una mano d'aiuto, in questi giorni, è arrivata dal... cielo. Le abbondanti precipitazioni hanno portato circa 5 milioni di metri cubi di acqua, un quarto di quanto serve per uscire dall'emergenza. I quattro invasi che servono la città (dai quali vengono prelevati 1.400 litri al secondo di acqua) si sono riempiti un po'. Ma non basta. I livelli, come mostrato in Aula dal presidente Prestigiacomo grafici alla mano, sono ancora ai minimi storici. Il numero uno dell'azienda acquedotto ha illustrato gli interventi che nel breve periodo verranno essere messi in atto, rimandando al decreto del presidente del Consiglio sullo stato di emergenza e alle decisioni del nuovo commissario delegato (il presidente della Regione Nello Musumeci) le strategie complessive.

Dal dibattito d'Aula sono merse le posizioni contrapposte, di maggioranza e opposizione, sulla gestione della crisi idrica. "Non si conosce la data in cui l'acqua potrà essere razionata - ha dichiarato Toni Sala, consigliere di Palermo 2022 - ma è stato indicato un limite, quello dei 1.200 litri al secondo. Quando la Regione limiterà a 2.100 la disponibilità di acqua, allora l'Amap dovrà attivare i piani di razionalizzazione già pronti. Non possiamo permetterci una razionalizzazione, l'acqua è un bene comune e tutti ne devono usufruire. Una politica a medio termine deve prevedere la dotazione di dissalatori per contrastare il processo di desertificazione. Se in alcuni quartieri della città l'acqua è razionalizzata, lo si deve non all'emergenza quanto piuttosto allo stato di manutenzione della rete. Si sta provvedendo con specifici interventi utilizzando i fondi disponibili. Bene la campagna pubblicitaria avviata dall'Amap, una pubblicità "progresso" che invita all'uso razionale, che informi sul grande valore dell'acqua".

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Critiche dall'opposizione, su tutte quelle espresse da Fabrizio Ferrandelli. "Troppa confusione nella gestione del servizio idrico e nessuna programmazione reale di interventi". Così il consigliere comunale ha commentato la relazione dei vertici Amap: "Nessuna menzione a interventi urgenti e per cui da anni lottiamo, come ad esempio il riutilizzo delle acque del depuratore Zen, gli interventi ad Acqua dei corsari e su quello di Carini, come previsto dalla normativa europea, solo per citarne alcuni. Interventi che sarebbero un toccasana per gli usi agricoli e non potabili. Per diverse migliaia di palermitani che vivono in periferia - ha sottolineato Ferrandelli - il razionamento è una triste realtà che dura da anni. In sei anni di gestione, mi sembra che l'azienda brancoli ancora nel buio". Quindi la stoccata politica: "Sembra ormai ineluttabile un ulteriore razionamento per tutta la città. Razionamento - ha concluso il leader dei Coraggiosi - la cui entrata in vigore viene slittata dall'azienda a giorni alterni, in questo periodo di campagna elettorale. Non vorrei però che il 5 marzo Palermo si svegli senza interventi programmati e con i rubinetti completamente a secco".

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