Emergenza casa, comitati e sindacati incontrano la IV commissione consiliare

Scafidi: “Occorre contrastare il mercato illegale e rivedere il regolamento, per tutelare chi da anni attende un aiuto e una soluzione”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Stamattina, su iniziativa della IV Commissione Consiliare Sicurezza Sociale e Alloggi, è stato organizzato un incontro per affrontare il problema dell'emergenza abitativa e per fare il punto su quanto fatto in questi anni dall'Amministrazione Comunale. "Abbiamo voluto convocare le parti sociali interessate e i comitati non solo per avviare un dialogo che è stato proficuo - spiega la presidente della IV Commissione Giusi Scafidi -, ma anche per poter comprendere a pieno la problematica in tutte le sue sfaccettature. Solo chi vive giornalmente a contatto con queste situazioni può conoscere tutto".

Dalla riunione e dal dialogo con la Cigl, Cobas, Osservatorio Don Orione, il Comitato 12 Luglio, il Comitato Prendo Casa e la consulente del Sindaco Sonia Spallitta, è emerso che: esiste una carenza di informazioni su quella che è la reale situazione dell'emergenza abitativa. Il Comune deve quindi munirsi di una banca dati più precisa e aggiornata costantemente; le Circoscrizioni devono essere maggiormente coinvolte, poiché non sempre riescono a dare risposte complete e immediate; sono in aumento gli uomini soli che, in seguito alla perdita del lavoro e ad una separazione, rientrano tra coloro che sono colpiti dall'emergenza. Si assiste ad un notevole incremento di casi del genere. "Un dato allarmante - dice Scafidi - e che porta ad un aumento esponenziale della fascia di popolazione che ha bisogno di un aiuto dal Comune"; esiste una lentezza burocratica, alla Regione, nel ridistribuire le somme messe a disposizione dal Governo Nazionale per far fronte all'emergenza abitativa. "Lentezza burocratica che si ripresenta anche nell'assegnazione dei beni confiscati alla mafia e che potrebbero essere dati a chi ne ha più bisogno" continua Scafidi.

Occorre un maggiore controllo dei beni confiscati alla mafia assegnati in modo temporaneo. "Il regolamento dell'emergenza abitativa prevede che ogni tre anni ci sia un controllo per comprendere se le strutture sono ancora occupate dagli aventi diritto e se sono cambiate le condizioni economiche - spiega Scafidi. - Ma a volte, per mancanza di forti controlli, può anche accadere che l'assegnatario lasci il suo posto ad altri, e anche sotto pagamento. Ciò può avvenire anche in beni non confiscati. Per questo è importante evitare, come ha ribadito più volte il Sindaco Orlando, che si speculi e si crei un mercato illegale che danneggia chi ha esigenze gravi"; è necessario avviare un proficuo dialogo con l'Ipab; il Comune ha dato un importante contributo di 3 milioni per il contributo alloggiativo, ma deve continuare a lavorare. "Sappiamo che non è una soluzione - commenta Scafidi - ma in un forte periodo di crisi rappresenta uno sforzo notevole;

La settimana prossima, infine, Scafidi e la Commissione incontreranno gli uffici che si occupano dell'emergenza abitativa. "È necessario un confronto - continua la presidente - perché alcune norme del regolamento sull'emergenza abitativa devono essere riviste e modificate per poter tutelare chi è da anni all'apice della graduatoria per l'assegnazione delle case ma viene spesso scavalcato da altri". "Noi siamo disponibili per avviare una cooperazione con l'Amministrazione Comunale - spiega a conclusione dell'incontro Nino Rocca del Comitato di Lotta per la Casa - anche se fino ad oggi abbiamo avuto poche risposte". Ma l'incontro di martedì mattina è servito per far sentire ai comitati che la politica vuole affrontare il problema. "Per questo motivo siamo pronti a consegnare un documento da noi preparato e dove proponiamo, per differenti casi e problematiche, delle apposite soluzioni".

"Ed una soluzione deve essere trovata, al più presto, per gli occupanti di via Brigata Aosta - conclude Scafidi. - Dovevano rimanere lì per un periodo di tempo limitato ma sono passati 16 anni. La struttura ormai è in una situazione di degrado e la Prefettura ha mandato, qualche giorno fa, un suo ingegnere per un sopralluogo. Adesso si attende la stesura di un verbale per comprendere l'entità di questo problema".

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