Insultata e tormentata con lettere anonime, a processo "l'incubo" di Eleonora Abbagnato

Dovrà rispondere dei reati di calunnia e diffamazione la mamma di una ballerina dell'Opera di Roma diretta dall'étoile palermitana. La donna è stata individuata grazie a una foto pubblicata dalla figlia su Facebook

Eleonora Abbagnato e l'ex calciatore rosanero Federico Balzaretti (foto Facebook)

Non avrebbe mai accettato la mancata promozione della figlia come prima ballerina e pensava che Eleonora Abbagnato e l’impresario Daniele Cipriani avessero favorito alcuni allievi danneggiando l’intero corpo di ballo con un “piano diabolico”. E' stata rinviata a giudizio la mamma di una ballerina dell’étoile dell’Opera di Roma per le lettere calunniose e minacciose inviate all’indirizzo della stella palermitana, ai giornali e anche in Procura.

Tutto è iniziato nel 2016. “Ciò che succede al corpo di ballo del Teatro dell'Opera è al di là dell'immaginabile. Innanzitutto è stata affidata la direzione a Eleonora Abbagnato, pazza bipolare e dispotica”, si leggeva in una delle prime lettere scritte a mano, fotocopiate e spedite a diversi destinatari. La moglie dell’ex calciatore rosanero Federico Balzeretti si è convinta a denunciare dopo un’altra lettera dai toni ritenuti più inquietanti che diffamanti.

“Se scoppia un casino - si leggeva in una seconda missiva - noi l'avevamo già detto tempo fa, ma evidentemente non ci avevate presi sul serio. E quando le bombe scoppiano, anche se in senso figurato, non ci sono più mediazioni, ma solo distruzione, morti e feriti”. Gli investigatori si sono messi sulle tracce della responsabile grazie a una foto, postata sul profilo Facebook di sua figlia, che ha permesso di riconoscere la calligrafia utilizzata sull'etichetta di una marmellata confezionata in casa.

Per l'etoile, che si è costituita parte civile nel processo, è la fine di un incubo durato diversi mesi: "Ho avuto paura, quelle lettere erano inquietanti. Ero molto preoccupata anche per i miei bambini. Forse un tempo funzionava minacciare per ottenere ruoli di rilievo, ma con me le cose sono cambiate", spiega la ballerina palermitana che dal 2015 dirige l’Opera di Roma. "Da quelle lettere emergeva una grande cattiveria. Quello che mi rattrista di più - ha aggiunto - è che nessuno ci abbia chiesto scusa. La figlia, oltretutto lavora ancora nel corpo di ballo".

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