Castelbuono, Eco Mulo 2: gli asini di Federico e Mirko diventano spazzini

I due viaggiatori in sella ai loro muli, partiti lo scorso primo maggio da Portella della Ginestra e diretti a Roma, al Quirinale, si uniranno a quelli del piccolo paese per occuparsi della raccolta differenziata dei rifiuti

Federico e Mirko, promotori dell'iniziativa Eco Mulo 2, questa mattina sono arrivati a Castelbuono. I due viaggiatori in sella ai loro muli, partiti lo scorso primo maggio da Portella della Ginestra e diretti al Quirinale, a Roma, si uniranno a quelli del piccolo paese in provincia di Palermo per trasformarsi in spazzini. I muli infatti si occuperanno della raccolta differenziata dei rifiuti.

Il progetto Ecomulo. Si tratta di una grande sfida, un viaggio a dorso di mulo attraverso sette regioni: Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio, percorrendo il più possibile le antiche trazzere regie (strada sterrata tra sentiero e via campestre), mulattiere o qualsiasi altro percorso alternativo alle vie principali, trafficate e comunque non adatte a bestie da soma. La scelta di privilegiare un itinerario “alternativo” mira a riportare l’attenzione sul recupero della memoria e del territorio, oltre che su un patrimonio praticamente sconosciuto e quasi totalmente abbandonato, e simboleggia la volontà dei giovani di riappropriarsi del loro futuro in continuità col passato, nel rispetto dell’ambiente e della legalità.

Il video della tappa ad Alia

Il progetto è iniziato un paio di anni fa e già a marzo 2011 Federico Bruno e il suo mulo Socrate intraprendevano il primo “viaggio di protesta”, partendo dalla “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato” a Cinisi, per concludersi, sempre a Cinisi, il 9 maggio successivo, data in cui ricorreva l’anniversario della morte dello stesso Impastato. Quell'anno Socrate e Federico fecero tappa il 1° maggio a Portella della Ginestra, in occasione della giornata della memoria dell’omonima strage, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato, Corleone e Cinisi. L'idea venne a Federico Bruno leggendo una poesia sulla strage di Portella delle Ginestre. Il progetto di quest'anno è più ambizioso: la meta finale è infatti Roma. Il viaggio vuole anche essere un modo per rendere omaggio al mulo, animale simbolo della memoria storico-identitaria della Sicilia rurale e di un sistema di valori che si sta perdendo, elemento negletto di una cultura che lo ha dimenticato e condannato all’estinzione.

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