Cocaina e marijuana in auto, arrestato un palermitano a Milazzo

In manette - per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente - un uomo di 34 anni. Insieme a lui c'era un altro palermitano, che è stato invece denunciato dai carabinieri

La droga sequestrata dai carabinieri

Detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente: con questa accusa i carabinieri della compagnia di Milazzo hanno arrestato un palermitano. E' successo nella mattinata di oggi, quando una pattuglia che stava effettuando un servizio di prevenzione nelle zone di maggiore transito del paese messinese ha "pizzicato" Francesco Iannello, 34 anni, insieme a un 28enne (poi denunciato) anche lui palermitano (M.S. le sue iniziali) in possesso di cocaina e marijuana. 

I carabinieri hanno notato i due uomini a bordo di un auto. "Incuriositi" dal comportamento sospetto hanno deciso di effettuare un controllo. "I palermitani - hanno spiegato i militari - hanno subito mostrato particolari segni di disagio, dall'accurata perquisizione personale e dell'auto è emerso che Iannello aveva nascosto cinque panetti di hashish da 100 grammi ciascuno, per un peso totale di circa 500 grammi, ed un involucro contenente circa 11 grammi di cocaina".

L’uomo è stato tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, mentre l’altro giovane è stato denunciato in stato di libertà. Sulla droga sequestrata saranno svolte le analisi qualitative e quantitative presso i laboratori del Ris dei carabinieri di Messina. Dopo le formalità di rito Iannello è stato portato nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto e si trova a disposizione della Procura della Repubblica. "Sia la cocaina che la marijuana era pronte per essere immesse sul mercato locale"; hanno chiosato i carabinieri.

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Commenti (7)

  • Complimenti ai Carabinieri!

  • Metterei una pena chi spaccia cocaina, 10 anni di galera , così ci sarebbe molto meno giro di coca ,ne sono convinto.

    • non si concluderebbe nulla. Chi spaccia è un pesce piccolo. "Morto" uno spacciatore, se ne fa un altro.

    • Bisognerebbe colpire anche le "vittime", ossia gli assuntori...

      • Pur mettendo da parte la obiezione di principio, che peraltro avrebbe rilievo preminente (sarebbe un provvedimento degno dell'Arabia Saudita, più che di uno stato liberale, una assurdità), sanzionare penalmente gli assuntori sarebbe del tutto inutile e controproducente. 1) Inutile perché non intaccherebbe di per se il fenomeno. Il proibizionismo, quando e dove legislativamente attuato, ha sempre fallito miseramente. Laddove c'è un bisogno o una domanda, ci sarà una offerta per soddisfarla. Una offerta illegale, se necessario. La realtà e la storia ne offrono dimostrazione empirica inequivocabile: in questo caso, abbiamo una domanda abnorme che la sanzione penale non sarebbe assolutamente in grado di intaccare. L'attuale mercato della droga, fiorente e rigoglioso, è il manifesto di quanto il proibizionismo legislativo sia inutile e controproducente. La principale fonte di guadagno delle organizzazioni criminali, in Italia e altrove, è il commercio illegale di droga/sostanze stupefacenti. 2) Sarebbe controproducente in termini di efficienza del sistema giudiziario. Il numero dei consumatori è enormemente superiore a quello degli spacciatori. Se la mera assunzione diventasse "reato", posto il principio della obbligatorietà della azione penale i tribunali sarebbero letteralmente SOMMERSI da fascicoli inerenti a simili vicende. Risultato? Due possibilità: o il collasso totale del sistema, che di per sé non gode certo di buona salute, oppure - anche questo probabile- la stragrande maggioranza delle cause contro gli assuntori verrebbe lasciata (volontariamente e ragionevolmente) fatta prescrivere. E' cosa nota, fra gli addetti ai lavori, che la esiguità del numero di incriminazioni è uno dei fattori dai quali dipende l'efficienza del sistema penale. inoltre, sempre mettendo da parte l'opzione ideologica di principio (liberalismo), l'incriminazione di un comportamento dovrebbe dipendere soprattutto dalla sua pericolosità sociale. L'assuntore di droga fa male solo a se stesso. Argomenti del tenore "può essere pericoloso alla guida", o simili, non hanno grande efficacia se usati a sostegno di un intervento specifico contro i consumatori di droghe. Se invece lo si usa, in generale, come criterio guida nella individuazione delle condotte da incriminare, la sua applicazione rigorosa e coerente porterebbe, dal punto di vista logico, a conseguenza spaventose. Se si dovessero incriminare tutti i comportamenti potenzialmente pericolosi, le robe "lecite" si conterebbero sulle dita di una mano. Il diritto penale NON è la risposta a tutti i mali, né tantomeno uno strumento di educazione sociale. Non, perlomeno, in Europa (PER FORTUNA)

        • Per colpire le vittime, non intendevo solo ed esclusivamente l'intraprendere azioni legali. Il mio discorso è altamente utopistico, ma bisognerebbe bloccare sia l'offerta che la domanda in maniera combinata. L'ASP sta tentando di trovare un approccio verso questo mondo; diciamo che è un primo passo. Ma ancora siamo ben lontani, purtroppo.

  • Droga che gira ovunque. Un mondo di pregiudicati; ma che faranno nella vita questi?

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