Il Rotary Palermo Montepellegrino dona un quadro al santuario della "Santuzza"

Al termine della santa messa, consegnata un'opera del maestro De Mitri raffigurante don Pino Puglisi che incontra, in punto di morte, Santa Rosalia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Un culto che supera i confini di Palermo, dell'isola e del nostro stesso Mediterraneo raccontato attraverso questa nuova tela che, stavolta, in maniera assolutamente inedita, fa incontrare, in un variegato incontro policromatico, la Santuzza per eccellenza della città ancora per fortuna delle libertà e delle uguaglianze, Santa Rosalia, con il beato Pino Puglisi, in atto di consegnarsi al Padre Celeste confortato dalla Santa, entrambi attori incontrastati di una lotta alle pestilenze del XVII e del XX secolo. La prima, Santa Rosalia, apparsa, nel 1624, ad un cacciatore che si era smarrito sul monte Pellegrino durante un forte temporale, liberava Palermo dalla peste, come scrive lo stesso Pitré quando asserisce che al passaggio delle reliquie della Santa, "il male si alleggeriva, perdendo la sua gravità e Palermo in breve fu liberata dalla peste"; il secondo, il Beato Pino Puglisi, iniziava quel processo di sensibilizzazione che avrebbe portato, Palermo e la Sicilia, attraverso altri sacrifici e martire, al riscatto culturale e all’inizio della vera ribellione delle coscienze pulite contro la mafia.

Un binomio importante per questa Palermo e per questa Sicilia che il maestro Luigi De Mitri, intervenuto anche al termine della Santa Messa, ha consegnato alla storia dell’arte e alla fede, per volontà del Rotary Club Palermo Montepellegrino, autorevolmente presieduto dall’architetto Ninni Genova che non ha mancato di sottolineare come "anche quest’opera si inserisce, con autorevolezza, nel solco del trionfo del culto della Santuzza, ma non solo, delle scelte sull’iconografia della Santa, cui ha dato contributo particolare Van Dyck, il grande pittore fiammingo, oltre che Pietro Novelli, Vincenzo La Barbera e Mattia Preti, e, da stamattina, con questa tela il maestro De Mitri, a cui va il grazie del Rotary e della comunità palemitana". Tela consegnata al culto, proprio nel santuario alla santa dedicato, posto nella sommità del Monte Pellegrino che tanti fedeli e viaggiatori ha accolto nel corso di questi quattro secoli e, uno tra tutti, il grande Wolfgang Goethe che il 6 aprile 1787 visitò, con curiosità la grotta e l’altare. Ecco le sue parole: "Sembrava come rapita in estasi, gli occhi semichiusi, il capo appoggiato negligentemente alla mano destra carica di anelli. Non mi saziavo di contemplare quell’immagine; mi sembrava che emanasse uno straordinario fascino. Il manto che la riveste è di lamiera dorata e imita benissimo la stoffa riccamente tessuta d’oro. La testa e le mani sono di marmo bianco, non oso dire di stile elevato, tuttavia rese con tanta naturalezza e grazia da far credere che la figura respiri e si muova. Un angioletto le sta accanto e sembrava ventilarla con lo stelo di un giglio".

Don Gaetano Ceravolo, reggente del santuario, al termine della celebrazione eucaristica, nel ringraziare l'artista, ha espresso tutta la sua ammirazione "per una opera artistica che mette insieme la drammaticità della morte di don Pino Puglisi con l'attualità del suo messaggio evangelico. Il pittore è riuscito, suggerito dallo Spirito Santo, a dare un segnale forte ai fedeli che si accosteranno ad essa. Il rosso, infatti testimonia la morte cruenta di Don Pino Puglisi". "Il quadro - continua Don Gaetano - contiene, inoltre, gli elementi che caratterizzano questo territorio dal monte Pellegrino al carretto siciliano". Oggi, al termine di un brillante anno rotariano, Ninni Genova consegna alla città e ai fedeli, grazie anche, per il contributo e la sensibilità, a “Il Tuareg Tour Operator”, al ristorante “I Cucci” di Palermo, e a “Swift Service Express”, una interpretazione nuova e sincera del ruolo della Santuzza e del Beato per la Sicilia degli onesti. Un forte richiamo ai grandi temi della nostra società, come quello della legalità a cui ha fatto mi chiamo il presidente architetto Ninni Genova, che fanno ben sperare e che collocano il Rotary autorevolmente al centro di questo processo di crescita umana e sociale, al di fuori degli steccati ideologici e delle ipocrisie d’un mondo legato alle distorte comunicazioni massmediatiche. E lo fa con una eccellenza della cultura e della pittura a cui va il merito di aver posto attenzione, nelle sue sublimi tele, agli ultimi della nostra società.

La giornata consegna al culto dei fedeli, anche una pregevole invocazione, composta dal socio Vincenzo Lo Cascio del Rotary Club Palermo Montepellegrino, letta al termine della celebrazione eucaristica, che, qui, opportunamente, si riporta: "O Santuzza tra le braccia or mi cingi, e il mio cuor verso l’Amore, ancor più, oggi tu spingi. Perdonai guardando in faccia, l’uomo che fuggì senza lasciare traccia. Non provai alcun terrore ne sentii alcun dolore: un sorriso mi pervase, quasi come a benedire l’uomo che provocò il mio morire. Sentii un battito di ali, vidi candide colombe, nel momento in cui il mondo tace è il trionfo della pace. Rosso il sangue fuoriesce dal mio corpo ormai inerme, rosso é il volto sconsolato di colui che mi ha sparato. Cosa vuoi che sia la morte a cospetto della sorte di quei tanti malandati oggi uomini salvati? Al cospetto del buon Dio, Rosalia ci sono anch’io: che l'Eterno possa darmi quella luce per pregare per le genti, imperituro, per un futuro meno oscuro. ...e quantunque Assunto in Cielo, dalla Conca al Pellegrino, mi saprò nei vostri cuori il sempre umile Don Pino".

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