Cliente trova dito nel gelato, sequestrati i macchinari del bar Gilda

Il giudice ha convalidato il sequestro probatorio, mentre i Nas hanno acquisito alcuni campioni per altri accertamenti. I carabinieri cercheranno di ricostruire la dinamica. Bocche cucite al bar di Passo di Rigano, ma alcuni clienti difendono il titolare: "Cibo buono e personale professionale"

Controlli dei Nas (foto archivio)

Sequestri e accertamenti per chiarire come abbia fatto un pezzo di dito a finire in una vaschetta di gelato e come sia stato possibile che nessuno abbia denunciato l’accaduto. I carabinieri della compagnia di San Lorenzo hanno posto i sigilli all’attrezzatura utilizzata dalla "Caffetteria Gilda" di via Evangelista Di Blasi 106/B, a Passo di Rigano, per la produzione del gelato per effettuare accertamenti in materia d’infortunistica e sotto il profilo penale. L'autorità giudiziaria ha convalidato il provvedimento, ma nonostante ciò il bar resterà regolarmente aperto. Ieri la notizia ha letteralmente monopolizzato le bacheche dei social. Nonostante il nome del bar non fosse inizialmente saltato fuori, in molti erano già a conoscenza dell'accaduto.

La storia

Il fatto è accaduto circa venti giorni fa. Il blitz dei carabinieri la settimana scorsa. Anche se i contorni della vicenda si sono ulteriormente delineati nelle ultime ore. Un cliente è rientrato a casa nella zona tra Misilmeri e Villabate con il prodotto appena acquistato nel bar di Passo di Rigano, pronto per farlo assaporare alla famiglia. Ad accorgersi di quella presenza "anomala" uno dei commensali che, per qualche secondo, è rimasto di sasso mentre cercava una risposta alla sua domanda: cosa c’è dentro al mio gelato? Il tempo di realizzare che si trattasse della falange di un dito e i padroni di casa, sdegnati e mortificati, hanno chiamato il 112 e sono andati a riferire tutto ai carabinieri.

Compra gelato e dentro ci trova un dito

Dopo le prime indagini è scattato il sequestro probatorio dell’attrezzatura con l'obiettivo di scoprire come siano andate le cose e come mai non fosse stato denunciato alcun infortunio sul lavoro. Secondo quanto ricostruito fino ad oggi sembrerebbe che la falange appartenesse a un lavoratore in nero. Il dipendente stava preparando il gelato quando la mano, probabilmente per una disattenzione, gli sarebbe rimasta incastrata nell'impastatrice. Un colpo netto che gli ha mozzato di netto un pezzo di dito, scatenando in pochi attimi il panico all’interno del laboratorio.

Il lavoratore sarebbe quindi "scappato" per raggiungere l’ospedale sull’auto di un altro dipendente, pensando già a cosa raccontare ai medici per giustificare quanto successo. Mentre lui raggiungeva il pronto soccorso gli altri lavoratori discutevano sul da farsi, cercando nel frattempo quel pezzo di dito "scomparso" all'interno del macchinario. E nessuno avrebbe pensato che sarebbe stato meglio gettare l'intera partita di prodotto piuttosto che riporla in freezer. Il tutto, sembrerebbe, tenendo all’oscuro il titolare che di lì a poco si sarebbe ritrovato a dover gestire la situazione. Apprese le prime informazioni anche i carabinieri del Nas, il Nucleo anti sofisticazione, hanno sequestrato alcuni prodotti dolciari per effettuare dei campionamenti, chiarire alcuni aspetti e ricostruire l’accaduto. Non appena il quadro verrà delineato con precisione, le ipotesi di reato potrebbero concretizzarsi e far scattare una denuncia penale.

Da Facebook alla vita reale

Stamattina nel bar di via Evangelista Di Blasi, a due passi dal comando dei vigili urbani di via Dogali, non c’era la solita fila. Dietro al bancone c'era un giovane che si destreggiava fra la spina dell’acqua e la macchinetta del caffè. Seduti ai tavolini, all’esterno, pochi clienti che fumavano una sigaretta chiacchierando della finale playoff conquistata dal Palermo contro il Venezia. La vetrina dei gelati è vuota, mentre quella di fianco straborda di calzoni, pizzette e altro. Sui tavolini neanche un copia di giornale. All’ingresso, dentro uno dei frigoriferi a colonna, un paio di tronchetti gelato e qualche torta. Quello di fianco è stato tirato a lucido ma risulta vuoto. Nessuno "osa" commentare la notizia che da due giorni corre di bocca in bocca o da un post all’altro. Su Facebook, come da consuetudine, la caffetteria di Passo di Rigano è stata "lapidata", diventando bersaglio dei peggiori commenti su Facebook.

Nella vita reale, invece, molti hanno voluto difendere il titolare spendendo parole di conforto, sottolineando la serietà e l’igiene che hanno sempre contraddistinto l'attività e la qualità dei suoi prodotti. "Vado spesso in questo bar - dice un passante a PalermoToday - e continuerò a farlo. Si è trattato di un episodio 'sfortunato', qui ho sempre mangiato cose buonissime e riscontrato estrema professionalità". "Sono contro il lavoro in nero - ci spiega un altro cliente abituale - ma questo a mio avviso non c'entra con la bontà dei prodotti. Al bar Gilda ho sempre mangiato un buon gelato e pezzi di rosticceria altrettanto buoni". "Il titolare - ci racconta una donna - è il primo a essere dispiaciuto  per la situazione, lui non poteva mai immaginare che il gelato venisse conservato. Secondo me l'errore è stato causato dalla concitazione di quegli attimi".

La redazione di PalermoToday ha provato a chiedere una replica al titolare dell'attività che, però, ha preferito non rispondere in attesa di consultarsi con il proprio avvocato per valutare il da farsi.

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