Disastro aereo di Capo Gallo, i parenti delle vittime: "No alla grazia per i responsabili"

Il 6 agosto 2005 l'Atr 72 tentò l'ammaraggio nel golfo di Palermo: morirono 16 persone. Nei giorni scorsi l'associazione dei familiari convocata dal Tribunale per pronunciarsi sulla richiesta di grazia avanzata al Capo dello Stato: "I tunisini non hanno mai collaborato con la giustizia"

"La richiesta di grazia che ci viene rivolta dai legali dei sette responsabili tunisini del disastro aereo del 6 agosto 2005 è ovviamente negata per una serie di motivi: durante il processo non hanno mai collaborato con la giustizia italiana per la ricerca della verità e per lo svolgimento delle indagini; le rogatorie internazionali non sono mai pervenute sebbene richieste ripetutamente; l'esecuzione della pena non è mai avvenuta nonostante la sentenza di condanna definitiva, sottraendosi ancora una volta alla giustizia".

E' quanto scrive su Facebook l'associazione "Capogallo 6 agosto 2005", che riunisce i parenti e i sopravvissuti della tragedia dell'Atr 72 partito da Bari verso Djerba in Tunisia e precipitato di fronte al golfo di Palermo, nel corso di un tentativo di ammaraggio per mancanza improvvisa di carburante. In quella occasione morirono 16 persone mentre altre 23 rimasero ferite o uscirono indenni.

Nei giorni scorsi i parenti delle vittime, quasi tutti baresi e pugliesi, e i superstiti hanno appreso di essere stati convocati dal procuratore generale del Tribunale di Palermo per pronunciarsi sulla richiesta di grazia inoltrata al presidente della Repubblica italiana dai legali dei 7 responsabili del disastro. La sentenza definitiva della loro condanna in Cassazione, risalente al 2013, non è stata mai applicata poiché i responsabili si sono sottratti alla giustizia italiana. Due anni fa il copilota arrestato in Francia era tornato libero a causa di un errore materiale.

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