Elisoccorso vola in Sardegna per soccorrere il direttore: la procura apre un'inchiesta

Il responsabile del servizio emergenze di Palermo, Gaetano Marchese, ha accusato un malore mentre era in vacanza e ha rifiutato il ricovero chiedendo l'intervento della centrale siciliana. Lui si difende: "Nessun abuso", l'assessore sardo replica: "La scelta è stata sua"

La Procura di Palermo aprirà un'inchiesta sul caso del responsabile del 118 di Palermo, Gaetano Marchese, trasportato da Alghero a Palermo con l'elisoccorso dopo una crisi cardiaca. Il fascicolo è su tavolo del procuratore aggiunto Dino Petralia. 

I fatti risalgono al mese scorso, quando il manager ha accusato un malore mentre era in vacanza in Sardegna. Dopo i primi accertamenti, Marchese avrebbe rifiutato il ricovero nei centri di cardiochirurgia di Sassari e di Cagliari, chiedendo invece l'intervento della centrale siciliana con un volo da Palermo.

La notizia riportata oggi da L'Unione Sarda ha acceso aspre polemiche. La Regione Siciliana ha disposto ulteriori accertamenti per ricostruire quanto accaduto. "In merito alle notizie giornalistiche relative all'utilizzo del servizio 118 dalla Sicilia alla Sardegna si evidenzia che l'assessore, appena appresa la notizia - si legge in una nota dell'assessorato alla Sanità - ha immediatamente disposto un accertamento ispettivo volto a verificare il rispetto delle procedure poste in essere presso la Centrale operativa di Palermo per l'attivazione del volo di elisoccorso per trasferimento fuori regione. L'attività - aggiunge la nota - verrà condotta a cura del Servizio 6 programmazione dell'emergenza del dipartimento per la Pianificazione strategica ai fini dell'eventuale immediata assunzione di ogni provvedimento conseguenziale".

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marchese 118-3

"I voli extraregionali  - si difende il diretto interessato (nella foto a destra) - sono autorizzati direttamente dal direttore di centrale o tramite l'assessorato regionale in particolar modo quelli con destinazione Ismett. Lo prevede il capitolato tecnico d'appalto sottoscritto tra la Regione e la Inaer Aviation Italia che si è aggiudicata la gara. Lo abbiamo fatto tante volte con le regioni limitrofe anche con nazioni vicine come con la Tunisia". "Ho chiesto l'intervento dell'Ismett  - aggiunge - perchè nell'ospedale di Alghero dove ero stato trasferito solo dopo tre ore dal mio arrivo mi è stata fatta una Tac. Esame che avevo richiesto sin dal mio arrivo attorno alle 00.30. Avevo subito compreso che il mio caso era stato sottovalutato dall'equipe di Alghero. Io non avevo un aneurisma, ma una dissecazione aortica. Ogni ora che trascorrevo ad Alghero rischiavo di morire. Avevo compreso tutti i sintomi visto che appena 20 giorni prima improvvisamente anche mia madre ha avuto la stessa patologia. Mi avevano proposto - conclude - di andare all'ospedale di Sassari, ma visto che si era perso gia' tempo prezioso e pensando di dovere essere trasferito a Cagliari, con tempi di trasferimento di oltre tre ore in ambulanza, avevo chiesto e ottenuto il trasferimento all'Ismett di Palermo. Nessun abuso è stato compiuto e tutto nel rispetto delle regole. Ho solo da medico tutelato la mia salute come quella dai tanti pazienti trasportati e salvati dal 118. In questo momento sono tuttora ricoverato e molto provato. Ma assicuro sin da adesso che tutelerò la mia immagine in tutte le sedi opportune".

Dal canto suo l'assessore della Sanità della Regione Sardegna, Luigi Arru, offre un'altra ricostruzione. "I soccorsi prestati al direttore del 118 di Palermo Gaetano Marchese sono stati corretti - sottolinea - prestati tempestivamente e conclusi con una diagnosi chiara, che imponeva la necessità di essere immediatamente sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza. La decisione di tornare in Sicilia è pertanto solo e soltanto una scelta personale del paziente, non certo attribuibile a carenze o mancanze da parte del nostro sistema sanitario".  "Il paziente - prosegue - è arrivato in ospedale ad Alghero alle 0.30 del 16 gennaio scorso a bordo di un'ambulanza medicalizzata dopo aver chiamato il 118, lamentando un dolore al torace- E' stato sottoposto a tutti gli esami, dall'elettrocardiogramma che ha escluso l'infarto, agli esami di laboratorio fino alla Tac che ha permesso di formulare la diagnosi, confermata alle 3.45 dalla consulenza cardiochirurgica, cioè un aneurisma dissecante dell'aorta". "Gli è stato così consigliato - sottolinea l'assessore sulla base della relazione della Asl - di entrare immediatamente in sala operatoria a Sassari, dove tutto era già pronto. Ma Il dottor Marchese ha scelto di tornare in Sicilia, perdendo ore preziose visto che è stato operato solo sei ore più tardi. Ora sostiene che la dissecazione non gli sia stata riconosciuta e che perciò ha ritenuto di non farsi operare a Sassari ne a Cagliari: ma - chiarisce Arru - quella diagnosi è scritta nero su bianco, così come tutti gli orari sono registrati elettronicamente".

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