Agenzia dei beni confiscati, Cammarata rinuncia all’incarico

Lo annuncia lo stesso ex sindaco. "Ignobile la violenza con cui sono stato attaccato, segno di una intolleranza inaudita. Per questo ho deciso di rinunciare al comando". La nomina aveva suscitato parecchie polemiche e perfino due petizioni contro

Diego Cammarata

L’ex sindaco Diego Cammarata rinuncia all'incarico presso l'Agenzia nazionale per i beni confiscati. Ad annunciarlo è lui stesso, dopo le numerose polemiche seguite alla sua nomina anche da alcuni settori della magistratura in relazione alla vicenda giudiziaria che vede coinvolto lo stesso Cammarata, condannato a tre anni per abuso d'ufficio.

"Le stesse ragioni che mi hanno portato a chiedere il Comando presso l'Agenzia dei beni confiscati alla mafia - dice l'ex sindaco all'Ansa - mi inducono oggi a fare un passo indietro. La vicenda mi ha fortemente scosso e mi indigna il solo pensiero che ci sia qualcuno che possa ritenere che le ragioni che hanno accompagnato i commenti sul comando siano corrette e fondate”.

Addirittura una petizione era stata lanciata sul sito Change.org contro la nomina dell'ex sindaco di Palermo. "E' vergognoso che Cammarata, sotto processo per la vicenda dello skipper e rinviato a giudizio per disastro ambientale riguardo la discarica di Bellolampo, occupi un qualunque posto in un settore così delicato", scrive l'autore della raccolta firme virtuale, Giovanni Marcì. Una raccolta firme era stata lanciata anche su PalermoToday (GUARDA). Il Movimento 5 Stelle aveva perfino presentato un'interrogazione alla Camera.

“La sentenza pronunciata nei miei confronti – continua Cammarata - verrà sottoposta a breve ad appello sul quale confido per uscire da questo incubo. In quella sede sarà, sono certo, riconosciuta la piena correttezza dei miei comportamenti ed annullata l'ingiusta condanna patita in primo grado. Considero ignobile la violenza con cui sono stato attaccato, segno di una intolleranza inaudita. Per questo - conclude - ho deciso di rinunciare al comando”.

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