Cammarata ai Beni confiscati Petizione on line contro la nomina

La possibile nomina dell'ex sindaco ha dato il via ad una raccolta firme sul sito Change.org: "Gravissima la nomina a tale delicata posizione di chi si è reso responsabile dello sfascio di Palermo". In poche ore sono giunte oltre 1.000 sottoscrizioni

L'ex sindaco di Palermo, Diego Cammarata

Un incarico a Cammarata all'Agenzia dei Beni confiscati e sul web scatta subito la polemica. Lanciata una petizione sul sito Change.org contro la nomina dell'ex sindaco di Palermo. "E' vergognoso che Cammarata, sotto processo per la vicenda dello skipper e rinviato a giudizio per disastro ambientale riguardo la discarica di Bellolampo, occupi un qualunque posto in un settore così delicato", scrive l'autore della raccolta firme virtuale, Giovanni Marcì. E una petizione contro l'incarico all'ex primo cittadino è stata lanciata anche su PalermoToday. (FIRMA LA PETIZIONE)

"E' sinceramente gravissima ed immorale la nomina a tale delicata posizione di chi si è reso responsabile dello sfascio di Palermo con numerosi atti e comportamenti sotto il giudizio del giudice penale e della Corte dei Conti", prosegue la lettera. In allegato, come previsto dal format, un facsimile della missiva da indirizzare al direttore dell'agenzia, il prefetto Giuseppe Caruso, al presidente del consiglio Enrico Letta ed al ministro del'Interno Angelino Alfano. Raggiunte in poche ore le 1.000 firme, corredate da commenti non proprio lusinghieri e rivolti all'ex cittadino numero uno. Si va dal "perché un parassita simile deve essere totalmente esautorato" di Salvatore Maiorca ad una  considerazione di carattere morale: "Lo ritengo umiliante ed offensivo per i cittadini onesti", scrive Clelia Lombardo.

Alla protesta virtuale fa eco una nota della sezione distrettuale di Palermo di Area, Magistratura democratica e movimento per la giustizia, con la quale viene espresso un certo disagio sulla nomina di Cammarata: "Fermo restando il rispetto dell’autonomia del direttore dell’agenzia nelle scelte relative alla organizzazione della struttura è auspicabile che certi incarichi istituzionali, per la loro delicatezza, siano opportunamente affidati a professionisti non gravati da procedimenti penali per reati gravi, tra cui vanno annoverati certamente quelli contro la pubblica amministrazione. L’incisività dello Stato - prosegue la nota - nella aggressione ai patrimoni mafiosi passa oggi principalmente per la credibilità degli attori pubblici e privati chiamati alla gestione dei beni confiscati”.

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