Processo Mori, Lo Verso in aula: "Avevamo in mano Schifani e Romano"

Il pentito, ascoltato come teste dell'accusa al processo contro il generale dei carabinieri imputato per favoreggiamento, ha fatto anche i nomi di Cuffaro, Andreotti e Dell'Utri

Il presidente del Senato Renato Schifani

Schifani, Cuffaro, Andreotti e Dell’Utri e Romano. Sciorina nomi importanti il pentito Stefano Lo Verso nella sua deposizione all’alula bunker dell’Ucciardone come teste d'accusa al processo al generale dei carabinieri Mario Mori e al colonnello dell'Arma Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento alla mafia. Il collaboratore di giustizia sta ripercorrendo le fasi del suo inserimento in Cosa nostra.

”All'inizio non capii che la persona che mi avevano detto di ospitare a casa era Provenzano – ha detto Lo Verso ai giudici – e quando ebbi il sospetto che lo stesso Provenzano mi confermò, mi spaventai. Ma lui mi tanquillizzò dicendomi: ‘sono stato sempre protetto. Dai politici, dalle forze dell'ordine e da un potente dell'Arma’. Anche se hanno arrestato Aiello (manager della sanità privata poi condannato per mafia ndr) c'è Cuffaro che mantiene gli accordi e Nicola Mandalà (boss di Villabate ndr) sa tutto”.

IL PENTITO FA IL NOME DI SCHIFANI. “Nicola Mandalà – rivela Lo Verso - mi disse che avevano nelle mani Schifani, Dell'Utri, Cuffaro e Romano. Mandalà me lo disse per tranquillizzarmi perché io avevo dei problemi per la realizzazione di una chiesa a Ficarazzi. Allora lui mi rassicurò dicendomi che eravamo coperti a livello nazionale e locale”. Il pentito rivela anche che Provenzano si sarebbe lamentato della strategia stragista di Cosa nostra cominciata con gli attentati a Falcone e Borsellino. “Le stragi sono state la rovina – avrebbe detto il boss di Corleone – e in pochi sappiamo la verità: io, Totuccio (Riina ndr) e Andreotti''. Su dell’Utri invece il pentito afferma che ''dopo le stragi Marcello Dell'Utri si è messo in contatto con i miei uomini. Fu lui a prendere il posto di Salvo Lima, ucciso perché non voleva le stragi”.

LA REPLICA DI SCHIFANI. Il portavoce del Presidente del Senato, Eli Benedetti, precisa che: "Appresa la notizia delle dichiarazioni rese oggi in una aula di giustizia di Palermo, il Presidente Renato Schifani ha dato mandato ai propri legali di intraprendere ogni attività a tutela della propria onorabilità ed immagine nei confronti del signor Stefano Lo Verso".
 

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