Appalto per la fornitura di pneumatici, Barone gomme contro l'Ast: "Ci deve 290 mila euro"

L'imprenditore ha denunciato alla polizia alcune anomalie sulla procedura relativa al bando di gara da 650 mila euro che si è aggiudicato dopo un lungo e travagliato iter. "Forzature per mantenere in corsa alcune aziende". Che però l'Anac ha escluso

L'imprenditore Sebastiano Barone e la sua fidata collaboratrice

Da più di un anno attenderebbe il pagamento di 290 mila euro delle fatture per la fornitura di pneumatici per i pullman dell’Ast e per questo alcuni suoi dipendenti rischierebbero anche il posto di lavoro. E come se non bastasse avrebbe fiutato diverse anomalie, segnalate alla stessa Azienda siciliana trasporti e all’Anac, sulla procedura della gara risalente alla fine del 2016 che nonostante tutto è riuscito ad aggiudicarsi. A raccontare la sua vicenda è l’imprenditore Sebastiano Barone, titolare dell’omonima azienda attiva sul mercato palermitano da circa 30 anni, che la scorsa estate ha presentato una denuncia alla polizia ricostruendo l’appalto, dalla sua genesi ai problemi che avrebbe riscontrato.

La gara bandita dalla controllata della Regione prevedeva la fornitura di pneumatici per i pullman della società per un importo complessivo di 653 mila euro (470 mila per i nuovi e 185 mila per quelli ricostruiti). “Abbiamo cominciato a notare qualcosa di strano - spiega Barone - già all’apertura delle buste. Un altro raggruppamento composto da Schirò srl-Fi.FF srl ha partecipato dichiarando un volume d’affari sulle gomme ‘ricoperte’ che però si riferiva a un dato complessivo e comprendente quelli nuovi. L’avvocato dell’Ast non ha sollevato alcun problema e la prima parte della procedura si sarebbe completata chiedendo all’Ati di fornire una dichiarazione integrativa”.

Un’altra anomalia avrebbe riguardato la documentazione sui test effettuati dall'Ati Schirò-Fi.FF sui processi di lavorazione degli pneumatici ricoperti. “Era redatto in lingua inglese - aggiunge Barone - ma non era corredata dalla necessaria traduzione giurata. Anche in questo caso la commissione non ha detto nulla e ha concesso il previsto ‘soccorso istruttorio’ senza poi di fatto chiedere il pagamento della sanzione prevista. Una decisione autoritaria e lesiva della libera concorrenza dopo la quale siamo stati invitati, nel caso in cui non fossimo stati d’accordo, a presentare un ricorso al Tar. Noi però confidavamo nel fatto che l’Ast avrebbe disposto un provvedimento in autotutela”.

Barone: "Intervento facilitatore per mantenere azienda in gara"

Il 31 gennaio 2017 l’azienda di Barone e le altre partecipanti alla gara d’appalto sono state convocate per la seconda seduta e l’apertura delle buste con l’offerta tecnica. “Un'altra anomalia ha riguardato i giorni concessi all’Ati Schirò-Fi.FF per il soccorso istruttorio, estesi a 20 contro i 10 previsti”. Barone si convince che qualcosa non quadra e non si spiega quello che definisce il perché di un “intervento facilitatore dell’Ast per tenere forzosamente l’Ati in gara”. Quindi l’imprenditore decide di rivolgersi all’Anac chiedendo un parere su quanto accaduto. “In attesa della risposta - spiega Barone - abbiamo scritto all’Ufficio garanzia e trasparenza per chiedere dei chiarimenti ma ci è stato negato qualsiasi incontro”.

L'Anac: "Documenti in ritardo? L'Ati va esclusa"

“Dopo la segnalazione all’Anticorruzione - ricostruisce ancora Barone - ci è arrivata una comunicazione da parte dell’Ast in cui veniva detto che la nostra offerta era stata giudicata anomala. Per me si è trattata di una ritorsione per aver coinvolto l’Anac”. Circa tre mesi dopo l’autorità guidata da Raffaele Cantone, al termine delle prime indagini, comunica all’Ast l’illegittimità della procedura e dispone che la società debba escludere l’Ati Schirò-Fi.FF per non aver prodotto la documentazione richiesta entro i termini stabili per legge. “A gennaio 2018 - scrive Barone nella denuncia presentata in commissariato - l’Ast si è trovata costretta ad aggiudicarci la gara e noi abbiamo iniziato la fornitura”.

Fornitura "infinita": i pneumatici vanno fuori produzione

Ma lì sarebbero cominciati altri problemi. Pochi mesi dopo, a causa di un problema legato agli pneumatici offerti in gara ma andati fuori produzione, Barone ha dovuto sostituire il prodotto. “Nel bando non sia faceva alcun riferimento alla marca e dunque abbiamo proposto, senza costi aggiuntivi, pneumatici di un’altra azienda che avevano addirittura caratteristiche tecniche superiori e certificate. Per zelo - aggiunge carte alla mano - lo abbiamo comunicato all’Ast e abbiamo concordato con il direttore generale che avremmo proseguito con la fornitura che comunque non superava il 20% delle quantità previste dal capitolato. Tra l’altro il problema si è presentato per i tempi ‘biblici’ della gara da addebitare all’Ast”.

"Le gomme fornite vanno smontate e ritirate"

Così il rapporto tra Barone e l’azienda di trasporti sarebbe andato avanti per circa tre mesi prima di un ulteriore fatto considerato anomalo: “Ci ha scritto l’Ast, dalla struttura di Modica, che dopo un sopralluogo tecnico sosteneva che i pneumatici da noi forniti andassero smontati e ritirati senza specificare sotto il profilo ingegneristico come mai. Ma la sicurezza e la qualità garantite dal nostro prodotto sono riscontrabili da una comparazione con l’omologazione tecnica richiesta dal ministero dei Trasporti”. Ma non finisce qui: “Un altro dipendente dell’Ast, autista del direttore, ha sostenuto di aver visto sbandare un pullman che era diretto a Partinico per una revisione”, conclude Barone.

Nuovo appalto a fornitura in corso?

La vicenda sembrerebbe poter riservare ulteriori “colpi di scena”. “Pochi giorni fa - conclude Barone - l’Ast avrebbe avviato un'indagine di mercato con richieste di preventivi per chiedere ad altre ditte di completare la fornitura nonostante ci siano circa 60 mila euro di merce da consegnare. Una procedura inammissibile perché interviene a gara ancora in corso. Sembrerebbe che tra le ditte interpellate ci sia proprio quella esclusa su input dell'Anac. Ci sentiamo vittime di una sistema che non ci è chiaro, anche se qualche idea ce la siamo fatta. Mi sono rivolto agli investigatori e confido nella giustizia”.

La replica dell'Ast: "Abbiamo agito correttamente, avranno i loro soldi"

"Abbiamo agito e agiremo sempre - spiega il direttore dell'Ast Ugo Fiduccia - nel rispetto delle regole e della trasparenza. Siamo pronti a spiegarlo in tutte le sedi competenti, anche dinanzi all'autorità giudiziaria qualora ci venisse chiesto. L'appalto è scaduto a gennaio e potevamo utilizzare i soldi residui per delle prove tecniche e di comparazione dei prodotti. Ci muoviamo per tutelare gli interessi dell'azienda. Appena sarà superato il blocco del bilancio, cosa che non dipende da noi, e riceveremo i crediti che avanziamo, il signor Barone sarà pagato immediatamente, come è sempre avvenuto”.

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