Rifiuti speciali e pericolosi in un cantiere navale, sequestrata mega area a Santa Flavia

Denunciati i titolari di un'attività ai quali è stata contestata anche la realizzazione di opere non autorizzate. La guardia costiera: "Rifiuti sparsi alla rinfusa, potenzialmente dannosi per l'ambiente, senza dispositivi per evitarne lo spargimento"

La guardia costiera durante il sequestro dell'area

Sequestrata un’area di oltre duemila metri quadrati nel porto di Santa Flavia per gestione illecita di rifiuti speciali e pericolosi. La guardia costiera ha denunciato i titolari di un cantiere navale ai quali è stata contestata la mancanza delle autorizzazioni e l’inosservanza delle norme sullo stoccaggio dei rifiuti previste dal Codice dell’ambiente. Il sopralluogo è stato eseguito ieri mattina dal Nucleo operativo di polizia ambientale di Porticello e dai tecnici dell’Arpa sotto il coordinamento della direzione marittima della Sicilia occidentale e della capitaneria di porto di Palermo.

Durante gli accertamenti i militari hanno riscontrato la presenza di “rifiuti - si legge in una nota - potenzialmente dannosi per l’ambiente, depositati in spazi aperti alla rinfusa, senza alcun dispositivo di contenimento che ne evitasse lo spargimento, derivanti di fatto dal ciclo produttivo, in assenza delle previste autorizzazioni ambientali rilasciate dalle autorità competenti in materia”. Le attività del cantiere producevano "emissioni in atmosfera il pulviscolo proveniente dai macchinari in uso presso l’officina, impegnati senza essere in possesso di alcun’autorizzazione, in violazione della normativa del Testo unico ambientale”.

I controlli hanno portato alla denuncia dei titolari ai quali è stata inoltre contestata la realizzazione di opere non autorizzate. “Tale controllo - conclude la guardia costiera nella sua nota - si inserisce nell’ambito dell’attività di vigilanza avviata dall’Autorità marittima di Santa Flavia e che, quasi al termine dello scorso anno, ha permesso di porre i sigilli ad un’altra imponente attività cantieristica operante in assenza dei necessari titoli autorizzativi. L’attività condotta dal personale della guardia costiera ha consentito di registrare un ulteriore passo avanti nella lotta ai reati ambientali, in un territorio sensibile che vuole nel corpo della guardia costiera un baluardo importante a difesa della legalità”.

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