"Contratto vessatorio", condannata un'azienda specializzata nella ristrutturazione dei debiti

La storia di E. M. con prestiti da pagare per 150 mila euro a finanziarie e banche. Avrebbe chiesto aiuto a "Emergenza debiti srl" e si sarebbe ritrovato in una situazione peggiore e pure con un conto di oltre 1.300 euro da pagare alla stessa società

Indebitato fino al collo, sperava di poter risolvere i suoi problemi contattando su internet un’agenzia specializzata nel settore. Invece E. M., 60 anni, dipendente di una compagnia telefonica, si sarebbe ritrovato non solo a dover far fronte alle ulteriori richieste di pagamento da parte di banche e finanziarie, ma anche a dover pagare oltre 1.300 euro, compresa una penale, per aver deciso di recedere dal contratto con la società che avrebbe dovuto aiutarlo. Adesso il giudice di pace, Antonino Lazzara, ha deciso di condannare a pagare 500 euro di spese di lite proprio l’agenzia, “Ufficio Emergenza debiti srl”, ritenendo il contratto fatto firmare al debitore “integralmente nullo” perché "vessatorio". Sono state così accolte le tesi dell’avvocato Giuseppe Geraci, che difende E. M.

Il sessantenne nel 2017 si era ritrovato con debiti per circa 150 mila euro, in una situazione così difficile che il suo stipendio da 1.400 euro non gli avrebbe più consentito di far fronte a tutte le rate da pagare. Sarebbe piombato in una profonda depressione, finché, navigando in rete, non sarebbe incappato nella pubblicità di “Emergenza debiti”. L’azienda sembrava avere la soluzione ai suoi problemi: “Se le rate da pagare superano il 50% del reddito possiamo chiedere la sospensione dei pagamenti, potrai pagare solo il 20% del debito, anche in piccole rate, se la pratica rispecchia determinate caratteristiche”. Ed E. M. aveva quindi preso un appuntamento con un ragioniere delegato dalla società. Questi gli avrebbe anche mostrato i video di diversi clienti soddisfatti perché grazie a “Emergenza debiti” sarebbero riusciti a risolvere i loro problemi economici. L’uomo si era fidato e aveva firmato il contratto di consulenza e mediazione, versando 110 euro di acconto. Il ragioniere lo avrebbe invitato a non preoccuparsi più e a non pagare più nulla perché avrebbe pensato lui a mediare con finanziarie e banche.

Nei mesi successivi, però, i creditori si sarebbero fatti sentire e avrebbero minacciato anche azioni esecutive proprio perché E. M. avrebbe smesso di pagare le rate. A rischio sarebbe stata anche la sua casa, concessa come garanzia in cambio di uno dei mutui. Così, nel 2018, l’uomo aveva deciso di recedere dal contratto con “Emergenza debiti”, ma gli sarebbe stato presentato il conto: 1.372,30 euro per il lavoro già avviato più una penale per aver revocato il mandato oltre 10 giorni dopo la stipula.

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Il giudice di pace, però, quel contratto lo ha ritenuto completamente nullo perché vessatorio: “Il contenuto del contratto stipulato è integralmente vessatorio – si legge nella sentenza - ed infatti, in calce a detto negozio giuridico, è stata indicata l’approvazione specifica di ogni articolo che lo compone, con riferimento all’intero novero di quelli redatti” e “deriva da tale singolare costruzione giuridica” la “nullità del contratto” stesso.

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