Rapine in banca in calo a Palermo, ma l'attenzione resta alta: "Pericolo dietro l'angolo"

A certificarlo è la Fabi, il principale sindacato dei bancari, attraverso l'apposito Osservatorio provinciale salute e sicurezza

Rapine in banca in calo a Palermo nel 2018. I colpi registrati sono stati dieci, un dato in diminuizione del 38% rispetto al 2017. A certificarlo è la Fabi, il principale sindacato dei bancari, che monitora costantemente le rapine attraverso l'apposito Osservatorio provinciale salute e sicurezza.

“I dati, seppur meno preoccupanti del passato, ci impongono di non abbassare mai la guardia – afferma Gabriele Urzì, segretario provinciale e responsabile salute e sicurezza della Fabi di Palermo - come si evince da uno studio elaborato sulla scorta dei dati pubblicati dal Rapporto intersettoriale sulla criminalità predatoria 2019 redatto dall’Ossif (sono gli ultimi dati ufficiali certi) il centro di ricerca dell'Abi sulla sicurezza anticrimine”.

A livello regionale i colpi in banca invece sono aumentati (+7%): 30 le rapine nel 2010 che piazzano la Regione al quinto posto nella graduatoria nazionale dopo Puglia, Lombardia, Lazio e Campania. Le rapine si sono concentrate per oltre il 17% nella fascia oraria dalle 15 alle 16. Nel 45% dei casi a partecipare sono stati due rapinatori, mentre il 33,8% delle volte ha agito un rapinatore solitario. Nel 56,9 % è stata adoperata un’arma da taglio, nel 15,3% invece, un’arma da fuoco. Per quanto riguarda la durata dell’evento, nel 54,5% dei casi la rapina non ha superato i 3 minuti, mentre il 10,2% delle volte l’evento criminoso è durato da 11 a ben 30 minuti, mentre la via di accesso per consumare le rapine è stato l’ingresso principale delle agenzie nell’82,5% dei casi.

A livello nazionale il fenomeno criminoso è in costante calo: si registra una diminuzione del 29,2% dal 2017 (373 rapine) al 2018 (264 rapine), con una percentuale di colpi falliti sostanzialmente stabile (dal 35,1 del 2017 al 35,2 nel 2018). “I buoni risultati raggiunti sono merito del lavoro congiunto e della forte collaborazione tra banche, aziende, sindacato, forze dell’ordine e prefetture al fine di adottare tutte le misure più idonee per la prevenzione degli eventi criminosi – conclude Urzì - ma il pericolo è sempre dietro l’angolo”.

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