Carini crocevia del Mediterraneo, via al data center di Open Hub Med: "Ponte digitale tra Europa e Asia"

Il polo tecnologico – ufficialmente attivato in questi giorni - è ospitato nell'area di ricerca Italtel: "Un progetto tra i più innovativi e ambiziosi del nostro Paese"

Ecco Open Hub Med, il primo hub neutrale per lo scambio del traffico Internet nel bacino del Mediterraneo, da adesso operativo nella sede siciliana di Carini: con la presenza di 25 cavi sottomarini, il Mediterraneo diventa l’area in cui si estendono i principali snodi delle telecomunicazioni tra Africa-Asia-Europa-America. Il Data Center di Open Hub Med (OHM) – il consorzio-polo tecnologico nato e globale – è stato ufficialmente attivato in questi giorni. Contemporaneamente, un primo operatore membro del consorzio, Interoute, ha già acceso i propri sistemi trasmissivi presenti nel sito, ed è quindi pronto a ricevere eventuali richieste di connettività. In procinto di attivazione anche Fastweb e Retelit con proprie soluzioni infrastrutturate e a seguire vedremo l’accensione degli apparati degli altri operatori soci.  

Ospitato nell’area di ricerca di Italtel a Carini, il Data Center, con i suoi mille metri quadri, è stato progettato con i più avanzati sistemi tecnologici che ne garantiscono la continuità di servizio e la scalabilità delle infrastrutture interne e della potenza elettrica nel tempo. Grazie alla modularità dei sistemi di precablaggi in fibra ed elettrici, il Data Center si caratterizza per la facilità con cui i clienti possono installare i propri apparati in rack o usufruire di quelli messi a disposizione da Open Hub in tempi estremamente contenuti ed a costi competitivi.

Il polo rappresenta oggi la prima sede tecnologica neutrale e carrier-independent nel Sud Mediterraneo per l’alloggiamento di apparati tecnologici di operatori, Ott, imprese e pubblica amministrazione, ed è frutto della volontà dei soci fondatori che hanno dato vita al consorzio: Eolo, Equinix Italia, Fastweb, In-Site, Interoute, Italtel, MIX (Milan Internet Exchange), Retelit, Supernap Italia, VueTel Italia e XMED.

Non nasconde la soddisfazione per l’attivazione del Data Center Valeria Rossi, Presidente di Open Hub Med: “Si tratta di un ulteriore passo in avanti nella realizzazione di un progetto tra i più innovativi e ambiziosi del nostro Paese. La compagine societaria di OHM oggi vanta tra i nomi più illustri nell’ambito delle reti in Italia ed è stato grazie al contributo di tutti, in termini di expertise, visione e capacità, che OHM ha potuto raggiungere anche questo traguardo. In altre parole, un approccio da vero Consorzio che si materializza con l’avvio operativo del DC di Carini, cuore neutrale dell’HUB, che compone con le infrastrutture dalle maggiori landing stations il completamento della prima fase progettuale”.

L’obiettivo è quello di far diventare il Mediterraneo centrale nell’aggregazione e nello sviluppo del traffico che arriva da Sud e da Est, progettando tappa dopo tappa: “L’attivazione del DC – afferma infatti Valeria Rossi – è uno step fondamentale. Oggi siamo pronti ad accogliere all’interno di OHM la terminazione di reti, CDN, Content providers, Cloud providers, Digital media providers e tutti i soggetti che abbiano beneficio nell’avere a disposizione un’area infrastrutturata e strategica sia a livello nazionale che internazionale”.

E a Carini - intanto - l’assessore regionale delle Attività produttive, Mariella Lo Bello, ha incontrato, insieme al proprio staff tecnico, proprio i dirigenti di Italtel. Nel corso dell’incontro, si legge in una nota dell’Assessorato, “sono state illustrate le novità della piattaforma informatica di nuova concezione, che centra tre obiettivi fondamentali: la difesa della salute; la città intelligente; lo sviluppo 4.0.

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L’assessore Lo Bello, prosegue la nota, “ha confermato la disponibilità alla firma di un accordo di programma con il Mise e l’Italtel, per un impegno di spesa di 750 mila euro, finalizzato a supportare la ricerca e incrementare sensibilmente l’occupazione. L’impegno economico della Regione Siciliana equivale al 10% di quanto metterà in campo il Mise, pari al 30% del costo complessivo del progetto. La copertura finanziaria dell’impegno regionale sarà a valere del Patto per il Sud”, conclude la nota

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