Il viadotto della vergogna, sequestrati i documenti: caccia ai colpevoli

La Procura di Termini avvia le indagini sul crollo del ponte Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento. Finora nessun indagato ma nel mirino dei magistrati sono finite le imprese che hanno eseguito i lavori. Fari puntati sui materiali utilizzati dalle ditte

Negligenza? Imperizia? Imprudenza? Sono tante le domande che si rincorrono sul viadotto della vergogna. L'opera realizzata sulla statale Palermo-Agrigento era stata inaugurata il 23 dicembre, con tre mesi di anticipo rispetto ai tempi previsti, al costo di 13 milioni di euro. Ma pochi hanno potuto attraversarla, perché ha ceduto dieci giorni dopo. E adesso la Procura di Termini Imerese che coordina l'inchiesta sul crollo, vuole vederci chiaro. Fa sempre più rumore il cedimento del viadotto Scorciavacche (finito su tutte le prime pagine dei giornali nazionali). La prima intanto mossa sarà il sequestro "di tutta la documentazione relativa ai lavori". (GUARDA IL VIDEO)

Il premier Matteo Renzi ieri in un tweet ha chiesto il nome del responsabile. Il primo passo della Procura è stato quello di sequestrare l'area e i documenti sulla realizzazione dell'opera pubblica. Poi un pool di esperti effettuerà degli accertamenti tecnici sul posto. Finora non ci sono indagati. Ma nel mirino dei magistrati ci sono le imprese che hanno eseguito i lavori. Si indagherà sui materiali utilizzati dalle ditte che hanno lavorato al lotto 2A delle opere che riguardano 34 chilometri di asfalto, da Bolognetta fino ai pressi di Palermo.

"Sembra inverosimile che un'opera appena completata sia oggetto di cedimenti strutturali - ha attaccato l'assessore regionale alle Infrastrutture Giovanni Pizzo -. Avvieremo di concerto con l'Anas una severa ispezione che terrà conto di quanto accaduto, ricercando eventuali responsabilità fra tutte le imprese, appaltatrici e subappaltatrici, a cui sono stati affidati i lavori. Chi ha sbagliato dovrà pagare il conto e non ci saranno sconti per nessuno".

L'Anas ha comunicato "un anomalo cedimento del piano viabile" della strada sopraelevata conosciuta come "Scorciavacche". Metà carreggiata è sprofondata, mentre la restante parte presenta una profonda spaccatura.  Lungo i 34 chilometri interessati sono previste numerose opere, tra cui una galleria, cinque nuovi viadotti, dodici svincoli, a cui si aggiungono interventi di restauro, miglioramento sismico e adeguamento di sedici viadotti e ponti esistenti.

All'agenzia Adnkronos il procuratore capo Alfredo Morvillo ha spiegato: "Quanto accaduto è un fatto molto grave. Adesso bisogna vedere cosa è successo, ma per ora possiamo fare solo ipotesi. Noi assicuriamo, come Autorità giudiziaria, che la nostra parte di competenza è già in movimento. Fra le cose che dobbiamo acquisire c'è la documentazione e pure il collaudo, per vedere se c'è qualcosa che non va. Ci sono tanti aspetti che ci devono illustrare i tecnici. Intanto ci siamo messi subito al lavoro".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, gli spostamenti della turista bergamasca: "Ha girato per Palermo, indagini su dove è stata"

  • Coronavirus, primo caso a Palermo: turista di Bergamo è positiva

  • Rissa fuori dalla discoteca, ragazzo di 21 anni muore accoltellato a Terrasini

  • Coronavirus a Palermo, i contagiati tra i turisti bergamaschi salgono a tre

  • Coronavirus, Musumeci: "Sospensione lezioni nelle scuole di Palermo e provincia"

  • Terrasini, rissa mortale dopo la discoteca: "In un video la coltellata fatale"

Torna su
PalermoToday è in caricamento