A19, sì del Cdm allo stato di emergenza: in arrivo 30 milioni

Serviranno a demolire e ricostruire il viadotto Himera sull'autostrada Palermo-Catania. Altri 27 milioni (fondi della protezione civile nazionale) serviranno invece per la viabilità nelle Madonie, nel Corleonese e altre arterie secondarie

Il cedimento di un pilone del ponte Himera sulla A19

Il Consiglio dei ministri ha dato il libera all'emergenza viabilità in Sicilia, prevedendo uno stanziamento di trenta milioni di euro di fondi Anas per ricostruire il viadotto Himera sull'autostrada A19 Palermo-Catania, ceduto in parte lo scorso 10 aprile. Altri 27 milioni (fondi della protezione civile nazionale) serviranno invece per la viabilità nelle Madonie, nel Corleonese e altre arterie secondarie.

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La decisione del Consiglio dei ministri segna un passo in avanti per l'approvazione dei progetti e l'apertura dei cantieri. In una prima fase si dovrebbe realizzare una "bretella" Palermo-Catania, rispondendo alle esigenze non sono dei cittadini ma anche dei trasportatori pesantemente colpiti dalla chiusura della A19. Si procederà poi con l'abbattimento del viadotto e la sua ricostruzione.

LE REAZIONI

Dopo l'ok in Cdm, il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio (che nei giorni successivi al crollo aveva effettuato un scopralluogo ndr.) ha sottolineato che "Il governo ha mantenuto la parola"

ll presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta ha espresso la propria "soddisfazione per l'approvazione della dichiarazione di stato di emergenza con un finanziamento di 30 milioni, dal Consiglio dei ministri" che "premia il lavoro che il governo regionale ha fatto con il Ministro Delrio e con la Protezione civile nazionale e regionale". "In poco tempo sono stati realizzati i progetti di intervento che riguarderanno non solo la bretella e la frana sul ponte Himera, ma serviranno a eliminare i pericolo incombenti in quasi tutte le province siciliane - ha detto Crocetta - E' chiaro che gli interventi da fare, cosí come ha più volte affermato il governo regionale sono di circa 316 mln ma come avevamo correttamente convenuto col Governo nazionale, non tutti potevano essere affrontato con lo stato di emergenza. Ora affronteremo gli interventi non rinviabili mentre altre opere dovranno essere incardinate all'interno dei lavori per il dissesto idreogeologico, Anas e altri enti. Abbiamo mantenuto i patti e rispettato il cronoprogramma".

AnciSicilia in una nota ha espresso "apprezzamento per l'odierno, seppur parziale, intervento del Consiglio dei ministri, che ha dichiarato lo stato di emergenza infrastrutturale a seguito del crollo del viadotto Himera e a seguito delle numerose prese di posizione, richieste ed iniziative di Sindaci e di AnciSicilia, anche in raccordo con le Segreterie regionali dei Sindacati Confederali". Secondo l'associazione dei Comuni siciliani "l'intervento straordinario del Governo nazionale è stato reso necessario a causa delle gravi responsabilità dell'Anas, adesso oggetto di accertamento in ogni sede competente. Tale intervento, così come richiesto da sindaci e AnciSicilia - spiega il presidente Leoluca Orlando - èdestinato non soltanto alla realizzazione di una bretella che valga a far cessare l'attuale divisione della A19 e della intera Regione, ma anche, così come parimenti richiesto da Sindaci e AnciSicilia, ad avviare, sia pur ancora in misura del tutto insufficiente, interventi sulla cosiddetta viabilità minore, che ha subito in Sicilia le conseguenze di anni di paralisi delle Provincie competenti in materia,paralisi determinata dallo stato confusionale che in Regione regna - tra annunci e commissariamenti - con riferimento alle competenze degli enti di area vasta, sovracomunali. Dopo i guasti prodotti da Anas e Regione, adesso non resta che sollecitare la realizzazione delle opere finanziabili e oggi finanziate e si torna a richiedere un tavolo tecnico con Governo nazionale, Governo Regionale, Anci Sicilia e Organizzazioni sindacali che affronti in modo organico e non secondo logiche di emergenza il superamento di inaccettabili arretratezze e lacune nel settore infrastrutturale dei trasporti e segnatamente nel settore stradale (grandi assi ma anche la cosiddetta viabilità minore".

Critica la Coldiretti che chiede di "avviare subito i lavori senza sprecare un solo euro". "Gli agricoltori siciliani  - dicono il presidente e il direttore della Coldiretti regionale, Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo - hanno già atteso 38 giorni l'iter burocratico e l'economia regionale non può più sottostare al ritmo estenuante delle parole". "I viaggi della speranza, percheè ormai così si possono chiamare i chilometri snervanti che bisogna fare per raggiungere le mete - aggiungono - stanno provocando disastri economici per le aziende. Per portare la merce da Palermo al siracusano servono 100 euro in più a camion. E nell'attesa della bretella che dovrebbe evitare la scalata delle montagne chiediamo ancora e con forza che venga abolito il pedaggio sulla Palermo-Messina-Catania".

"Su quali basi, dopo la frana che il 10 aprile ha causato il cedimento di un viadotto della A19 in direzione Catania, è stata subito data per scontata la necessità di realizzare una “bretella” demolendo anche il corrispondente viadotto in direzione Palermo? E perché non verificare attraverso un’accurata indagine tecnica la possibilità di utilizzarlo provvisoriamente per uno scambio di carreggiata con transito a doppio senso, limitando così il protrarsi dei disagi e dei danni che l’interruzione della A19 ha causato all’economia siciliana?". Sono gli interrogativi posti dal presidente dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Palermo, Giovanni Margiotta, in una lettera inviata, fra gli altri, al ministro per le Infrastrutture, al presidente della Regione Siciliana e all’assessore per le Infrastrutture, alla Protezione civile regionale, all’Anas, alle competenti commissioni parlamentari del Senato, della Camera dei Deputati e dell’Ars, ai sindaci dei comuni interessati e agli enti rappresentativi delle professioni tecniche.  “La sollecitudine del Governo nazionale nell’attivarsi e la dichiarazione dello stato d’emergenza sono fatti da accogliere in modo certamente positivo – afferma Margiotta – ma non si può non osservare che la scelta di effettuare demolizioni in tutti e due i viadotti è stata annunciata in assenza di qualsiasi indagine tecnica diretta o indiretta e che, ad oggi, non risultano effettuati accertamenti né sulla profondità di scorrimento della frana né sulle strutture della carreggiata Catania-Palermo. Non risulta documentato, cioè, se e in che modo il dissesto abbia eventualmente coinvolto le fondazioni e la struttura del viadotto in direzione Palermo. L’unico dato certo è che il l’impalcato direttamente danneggiato dalla frana si è appoggiato a quello adiacente provocandone uno spostamento laterale di soli nove centimetri”.

“E’ un primo obiettivo, a cui adesso bisogna far seguire al più presto un intervento celere che permetta di recuperare il tempo perduto e superare i troppi disagi che il blocco della A19 ha provocato in Sicilia a tutti i livelli”. Così commenta il deputato regionale Pd Mariella Maggio. "Forse saranno pochi - aggiunge - ma uniti a quelli che ha messo a disposizione il Governo regionale permetteranno di far fronte a una situazione davvero difficile. Ovviamente intervenendo sulla base di un elenco di priorità”.

"Da Roma - commenta Vincenzo Gibiino, capogruppo di Forza Italia in commissione Trasporti e coordinatore regionale in Sicilia - solo pochi spiccioli per l'abbattimento del viadotto dell'A19 Palermo-Catania e per la realizzazione della bretella che interromperà lo strappo. Una soluzione tampone ben lontana dalla ricostruzione dell'opera caduta. Non dimentichiamoci nemmeno che quanto verificatosi è solo la cima di un grande e pericolosissimo iceberg, che le nostre infrastrutture sono vecchie e cadenti, senza controlli e senza manutenzione. Parallelamente alla ricostruzione del viadotto Himera urge  infatti un'ampia e approfondita azione di verifica di strade e autostrade. In tal senso ho già presentato un'interrogazione parlamentare. Palazzo Chigi non dimentichi altresì gli autotrasportatori siciliani, le principali vittime della chiusura dell'A19, obbligati a raddoppiare i costi d'esercizio e condannati a rimetterci milioni di euro ogni giorno. Servono interventi a tutela del settore al fine di evitare un fermo dell'autotrasporto, programmato per la prossima settimana, che danneggerà ulteriormente l'economia regionale", così il senatore Vincenzo Gibiino, capogruppo di Forza Italia in commissione Trasporti e coordinatore regionale in Sicilia.

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